Banca Mps: accordo transattivo con Nomura sull’operazione “Alexandria”
24 Set, 2015
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Banca Monte dei Paschi di Siena e Nomura International PLC hanno stipulato oggi un accordo, in riferimento alla nota operazione di finanza strutturata denominata “Alexandria”, che regola le condizioni della chiusura anticipata delle operazioni, poste in essere nel 2009, aventi a oggetto un investimento in BTP in asset swap con scadenza 2034, del valore di Euro 3 miliardi, finanziato con un Long Term Repo di pari durata.
Fabrizio Viola, Amministratore Delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, ha dichiarato: “Sono soddisfatto di aver chiuso l’ultima operazione problematica legata alla precedente gestione della banca, questo importante risultato rafforza patrimonialmente Banca Monte dei Paschi, migliora la sua redditività prospettica e normalizza la sua posizione finanziaria. La transazione è stata possibile grazie al costruttivo contributo dell’attuale management di Nomura e chiude il contenzioso aperto con la stessa Nomura. Questo importante passaggio ci offre la possibilità di guardare avanti con maggiore tranquillità continuando l’attività di rafforzamento e rilancio della banca”.
Nel contesto della chiusura delle suddette operazioni è stata definita in via transattiva la pretesa risarcitoria che nel marzo 2013 BMPS ha azionato nei confronti di Nomura avanti il Tribunale di Firenze con riferimento all’operazione medesima. Tale chiusura si riferisce peraltro alla sola quota di responsabilità di Nomura, ferma e impregiudicata l’azione sociale di responsabilità nei confronti dell’ex Presidente e dell’ex Direttore Generale, salva inoltre ogni altra pretesa di BMPS nei confronti di ulteriori soggetti, esterni a Nomura, eventualmente corresponsabili con riferimento all’operazione Alexandria.

Parimenti verrà chiuso il procedimento intentato da Nomura presso la corte inglese.

In particolare, applicando una metodologia di pricing condivisa tra le parti, la chiusura anticipata della posizione complessiva (rappresentata da BTP, Long Term Repo, Interest Rate Swap e Liquidity Facility), di per sé considerata, avrebbe comportato un esborso di Euro 799 milioni, inclusivo di Euro 188 milioni corrispondenti al ristoro della perdita di funding benefit che Nomura ha subito per effetto della chiusura anticipata dell’operazione. All’esito della transazione l’esborso effettivo a carico di BMPS si è ridotto a Euro 359 milioni. Conseguentemente BMPS ha beneficiato di un minor esborso di Euro 440 milioni rispetto al pricing condiviso della transazione.
Sempre nell’ambito della chiusura, Nomura consegnerà alla Banca, a valori di mercato, un portafoglio composto prevalentemente da BTP in asset swap di durata finanziaria medio – lunga, per circa complessivi Euro 2,635 miliardi di valore nominale. La differenza tra il carry del vecchio portafoglio e quello nuovo è positiva per circa Euro 40 milioni annui da oggi in poi.
In base alla rappresentazione pro-forma come CDS – determinata analogamente a quelle riportate nelle relazioni finanziarie periodiche ai sensi del documento congiunto n. 6 Consob – Banca d’Italia – IVASS dell’8 marzo 2013 – l’impatto positivo a Conto Economico della chiusura dell’operazione sarebbe pari ad Euro 252 milioni, quale risultante della valutazione al fair value delle componenti dell’operazione. La differenza rispetto allo sconto di Euro 440 milioni è costituita dall’importo di Euro 188 milioni che BMPS ha riconosciuto a Nomura come ristoro della perdita di funding benefit. Tale componente non è infatti inclusa nella rappresentazione pro-forma come CDS in quanto ascrivibile alla situazione soggettiva specifica della controparte Nomura.

Sotto il profilo patrimoniale, l’accordo determina, rispetto ai dati al 30 giugno 2015[2], un impatto stimato positivo di circa 70 bps in termini di common equity Basilea 3 full application e di circa 56 bps su base transitional.

In aggiunta a tali effetti positivi in termini di capitale, la chiusura dell’operazione genera impatti positivi anche su altri profili regolamentari: viene infatti a cadere ogni rischio di potenziali violazioni della regola prudenziale dei grandi rischi, oltre a venir meno la volatilità prospettica del patrimonio di vigilanza dovuta al trattamento prudenziale della riserva AFS collegata all’operazione, che viene cancellata dal bilancio in conseguenza del presente accordo transattivo.