Week end tra note e arte, concerto di musica sacra e apertura straordinaria di chiese e musei a Siena
1 Dic, 2017
palazzo chigi piccolomini alla postierlaok

Un concerto di musica corale ispirato ai brani più celebri della storia della musica sacra. E’ quello in programma sabato 2 dicembre alle ore 16,30 a Siena nella Chiesa di Santa Maria delle Nevi (via Montanini, 4) nell’ambito del progetto MuSST – Musei e Sviluppo di Sistemi Territoriali, finanziato dal Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo che vede la collaborazione tra diverse istituzioni museali, di cui la Pinacoteca Nazionale di Siena è capofila. L’evento rientra inoltre nelle iniziative promosse dal Mibact per la “Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità”.

Il concerto – Protagonista del concerto sarà il Coro della Cappella Universitaria di Siena, sotto la direzione di Marta Marini, che proporrà importanti brani della storia della musica sacra composti tra il Cinquecento e il Novecento. Dalle 14,30 alle 16,30 il pubblico avrà la possibilità di visitare gratuitamente la Chiesa e, al termine del concerto, potrà fruire di un ascolto descrittivo sull’interessante storia dell’edificio dei suoi committenti e dell’opera custodita in chiesa, esempio senese della raffinata progettazione architettonica rinascimentale.

L’iniziativa, incentrata su sensazioni prettamente uditive, si pone come un momento inclusivo in cui la musicalità della voce riesce a coinvolgere il pubblico eterogeneo, con una particolare attenzione all’utenza non vedente.

Aperture straordinarie – La Chiesa di Santa Maria delle Nevi sarà aperta per visite gratuite straordinarie per tutto il weekend con orario 14.30-17.30 (sabato 2 dicembre) e 10.00-13.00 (domenica 3 dicembre). Con gli stessi orari saranno aperti e visitabili anche Palazzo Chigi Piccolomini alla Postierla e la Cappella del Taja a Palazzo Barabesi.

Il progetto MuSST ha l’obiettivo di proporre inediti percorsi per conoscere il racconto della vita quotidiana e del paesaggio di Siena e del suo territorio attraverso opere d’arte e oggetti di uso comune legati alle abitudini alimentari, alla ritualità, al lavoro e alla convivialità, all’abbigliamento