Volley B2 femminile: Cus Siena sfortunato, subisce la sconfitta e l’infortunio di Matilde Giardi
13 Feb, 2017
Cus Volley B2 femminile

Sfortuna, molta sfortuna per il Convergenze CUS Siena che, nella terza giornata del girone di ritorno del campionato di B2 di volley femminile, dopo un filotto di tre vittorie consecutive, perde per 3-0 fra le mura amiche (26-24, 28-26, 25-13) una partita che paradossalmente è stata tra le migliori fin qui disputate dalla squadra senese (l’intensità della gara è dimostrata dai punteggi dei primi due parziali e dalla durata dell’incontro, quasi due ore per soli tre set) e, soprattutto, perde per infortunio Matilde Giardi, infortunio che al momento non si sa quanto grave, però un’altra tegola che si abbatte pesante sulla testa della società dopo l’incidente occorso un mese fa a Chiara Costagli.
Ma procediamo con ordine. La squadra che scende al PalaCorsoni è la CAF Acli Stella Rimini, una delle compagini al vertice della classifica, e in effetti ha dimostrato tutto il proprio valore: maggiore esperienza rispetto alle ragazze di casa, difesa quasi impermeabile, battuta insidiosa, buone potenzialità in attacco. Non una squadra, quindi, con cui in teoria devi per forza vincere per l’economia del tuo campionato. Invece il Convergenze CUS Siena impatta la partita alla grande, senza alcun timore reverenziale. Difesa molto attenta, con Guerrini, Pianigiani e il libero Bova in grande evidenza, gioco fluido supportato da un muro composto che tocca molti palloni, permettendo le rigiocate che mettono in grado Angiolini di distribuire con disinvoltura palloni a tutte le sue attaccanti, che da parte loro concretizzano con una certa continuità, sia al centro che in banda, soprattutto con Matilde Giardi. Questa concretezza permette al Convergenze CUS Siena, dopo una fase iniziale del set in equilibrio, di staccarsi gradualmente dalle avversarie, portandosi sul 14-10, 18-11, 22-16. Purtroppo però a questo punto, come altre volte è successo, si oscura la luce, per non dire che proprio si spegne. Perdita di concentrazione, paura di vincere, emozione montante, chi sa, il fatto è che le riminesi, cha d’altronde non sono certo venute qui per fare tappezzeria, punto dopo punto, si rifanno sotto, opponendo una difesa asfissiante e profittando di qualche errore di troppo delle cussine. Infatti accorciano a 22-19 e poi, quando sembra fatta sul 24 a 21, riescono a pareggiare; e proprio sull’azione del 24-24 si fa male Giardi, fin lì la migliore delle sue. Scoramento, e come quasi sempre succede in questi casi, il parziale va all’avversario, complice anche una controversa decisione arbitrale, peraltro non la prima del set.
Il contraccolpo psicologico è sicuramente forte, ci si potrebbe attendere un tracollo, ma non è così. Isotta Milanesi sostituisce Giardi (buona prestazione la sua) e il Convergenze CUS riesce a non disunirsi, lottando con le unghie coi denti per tutto il set, che sicuramente offre sprazzi di alta spettacolarità. Il problema è che, con l’uscita di Giardi, le soluzioni di attacco si sono di molto ridotte, e permettono alle riminesi di leggere molto meglio il gioco senese (Cencini, per dire, viene murata due volte consecutive su palla veloce, un fatto abbastanza insolito), e non si può condurre in porto un incontro basandosi quasi esclusivamente sulla difesa (onore al merito), specialmente se dall’altra parte della rete c’è un avversario che difende e attacca meglio di te. Comunque il set va avanti punto a punto, 14-14, 19-19, 24-24, 26-26, finché viene vinto dalla squadra più concreta, 26-28.
Il terzo set non ha storia, le energie fisiche sono in debito, l’energia nervosa è esaurita, una serie di errori permette alla Stella Rimini di fuggire sul 2-10. Entrano Marchi e Pasqualini per Angiolini e Milanesi, ma non cambia nulla, le ragazze senesi riescono a far punti quasi esclusivamente su errori avversari.
Sabato prossimo il Convergenze CUS Siena, che comunque in classifica mantiene sempre una buona distanza dalle pericolanti, va a Castelfranco (AR), e quella sì sarebbe una partita da vincere ad ogni costo.

Francesco Monciatti