Violenza di genere, Valdelsa sempre più operativa. I dati del 2017
14 Feb, 2018
violenza sulle donne

Valdelsa sempre più operativa nel contrasto alla violenza di genere. Cresce il numero delle donne seguite, cresce la loro consapevolezza e la conoscenza degli strumenti a disposizione. Sono questi alcuni dati che emergono dall’attività svolta nell’ultimo anno dal Centro AntiViolenza (Cav) gestito dall’associazione Donne Insieme Valdelsa, soggetto centrale e strategico della rete che i cinque Comuni dell’Alta Valdelsa hanno messo in piedi attraverso il Centro Pari Opportunità. “E’ nostro compito continuare questo percorso di attenzione e presa in carico – dice Lucia Coccheri presidente del Centro Pari Opportunità Valdelsa – Rinnoviamo l’invito a partecipare all’evento che si svolgerà venerdì prossimo al Politeama, dedicato nello specifico alla casa rifugio che è operativa in Valdelsa. L’incontro sarà anche l’occasione per misurare quanto fatto e quanto c’è ancora da fare”.

I dati. Nel 2017 sono state 83 le donne seguite dal Cav di cui 73 nuovi casi e 10 che si erano rivolte nel 2016 al Centro che ne ha proseguito la presa in carico. “Il numero complessivo è aumentato rispetto alle 56 donne del 2016 – dice Angela Gerardi, coordinatrice del tavolo Valdelsa – L’aumento non rispecchia tanto un aumento della violenza di genere nel territorio, quanto piuttosto un aumento della consapevolezza da parte delle donne stesse e anche una più forte riconoscibilità del Centro Antiviolenza stesso”. Dal primo documento di intesa del 2007 al protocollo operativo del 2013 e successivi piani di sviluppo è stato realizzato un percorso che ha portato a consolidare il Centro Antiviolenza Dive, ad aprire una casa rifugio, sono stati sostenuti percorsi di autonomia, servizi di sostegno a favore dei minori vittime. Con l’associazione Atelier Vantaggio Donna è stata realizzata una attività di prevenzione primaria con le nuove generazioni e gli adulti, eventi formativi e di sensibilizzazione. Dal 2011 a oggi gli interventi di prevenzione primaria realizzati hanno raggiunto tutte le scuole medie e superiori del territorio, 85 classi per un totale di 2137 alunni e alunne con cui è stato affrontato il tema degli stereotipi sessisti, il tema del controllo nelle relazioni amorose e il tema delle aggressioni sessuali. Il lavoro proseguirà nel 2018 con laboratori sulle molestie sessuali e su stereotipi e bullismo. “Un’azione su tanti livelli e utile a sostenere in maniera efficace e con risposte mirate e attente i percorsi di protezione. Sempre con competenza, preparazione specialistica e muovendosi all’interno della rete multidisciplinare territoriale – dice Angela Gerardi – Oggi constatiamo che è in continuo aumento il numero delle donne che si rivolgono direttamente al Centro, mentre ridotti sono gli invii da parte dei servizi del territorio. IL Cav dimostra di essere uno strumento efficace per far emergere la violenza e anche punto di riferimento per donne provenienti da altre aree, confinanti rispetto a quella del nostro territorio di immediata pertinenza”. Delle 83 donne seguite nel 2017 sono cinquanta quelle provenienti dall’Alta Valdelsa. Ve ne sono altre che risiedono in altri Comuni della provincia di Siena, altre che provengono dalla provincia di Firenze e altre ancora da fuori regione. 61 dei 73 nuovi accessi hanno contattato direttamente il Cav, mentre le altre dodici donne sono state segnalate da altri soggetti della rete (forze dell’ordine, servizi sociali, servivi sanitari, codice rosa). Va poi ricordata tutta la fondamentale attività di ascolto e accompagnamento che il Cav realizza. Sono stati ad esempio 73 i colloqui di prima accoglienza effettuati dalle operatrici del Centro, circa 350 invece i colloqui di rafforzamento della donna, di individuazione e valutazione dei percorsi di uscita dalla violenza (con una media di 4/5 colloqui per ogni donna) effettuati dalle operatrici. Sono stati 60 i colloqui di consulenza e sostegno psicologico effettuati dalle Psicologa/Psicoterapeute dell’associazione, 35 i colloqui di consulenza legale effettuati dalle legali dell’Associazione, 30 le ore di supervisione a cura della Psicologa e Psicoterapeuta consulente dell’Associazione.

“Ancora lunga è la strada del cambiamento culturale, grande è il bisogno di formazione rivolta ai soggetti della rete”, chiude Gerardi.

L’evento di venerdì. Venerdì prossimo, il 16 febbraio alle 15.30, al teatro Politeama (sala Minore) si svolgerà l’evento, dal titolo “La Casa Rifugio in Valdelsa: impatto degli strumenti giuridici, delle pratiche e del contesto socioculturale sul percorso di uscita dalla violenza”. E’ promosso dal Centro Pari Opportunità Valdelsa (Comuni di Poggibonsi, Colle di Val d’Elsa, San Gimignano, Casole d’Elsa, Radicondoli) e si realizza con la collaborazione del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati della Provincia di Siena, il Centro Antiviolenza Dive (Donne Insieme Valdelsa), e l’associazione Atelier Vantaggio Donna.

I lavori inizieranno alle 15.30 con i saluti di Lucia Coccheri, presidente del Centro Pari Opportunità Valdelsa. Seguiranno gli interventi introduttivi di Angela Gerardi coordinatrice del Tavolo Valdelsa su “A due anni dall’apertura della Casa Rifugio, punti di forza e di debolezza”, Francesca Garofalo, coordinatrice del team Avvocate del Centro Antiviolenza Dive su “Tutelare le donne in un contesto culturale e di pratiche ancora distante dalla Convenzione di Istanbul”. Quindi seguiranno le relazioni di Ornella Galeotti, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Firenze sul tema “La rivoluzione copernicana nell’assistenza e nella protezione delle vittime: la direttiva 2012/20/UE. Problemi e prospettive” e di Titti Carrano, Avvocata, legale autrice del ricorso alla corte di Strasburgo sul caso Talpis, sul tema “Quali fatti, meccanismi, stili organizzativi portano a una condanna dell’Italia da parte della Corte di Strasburgo”. Seguirà il dibattito. La partecipazione è libera e gratuita.