Violenza di genere, in Valdelsa un finanziamento per potenziare la Casa Rifugio
3 Ott, 2017
centro rifugio valdellsa compleanno

Crescono in Valdelsa le misure di assistenza per le donne vittime di violenza di genere. Il progetto di potenziamento della Casa Rifugio, già esistente, si è aggiudicato un finanziamento di 137.520 euro partecipando all’avviso pubblico della presidenza del Consiglio dei Ministri ‘per il potenziamento dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza e ai loro figli e per il rafforzamento della rete dei servizi territoriali’.

“Un importante obiettivo colto. Un progetto importante che si sviluppa su due anni – dice Lucia Coccheri, presidente del Centro Pari Opportunità Valdelsa – e che ci consente di implementare la capacità del territorio di prendersi cura delle vittime di violenza di genere”. Il progetto si fonda sull’attività del Centro AntiViolenza – Donne Insieme Valdelsa, che proprio in questi giorni celebra i dieci anni di attività sul territorio. In concreto il finanziamento ricevuto consentirà di implementare le potenzialità della Casa Rifugio ma anche le azioni di assistenza, ascolto, accompagnamento che il territorio già porta avanti grazie al supporto di associazioni e centri. Non a caso la partecipazione al bando è avvenuta tramite gli strumenti già operativi per l’attuazione di politiche di pari opportunità, sociali, socio-sanitarie e sanitarie presenti: la Società della Salute, l’Associazione Atelier Vantaggio Donna, l’Associazione Donne Insieme Val d’Elsa, la Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa che compartecipa con 15mila euro, i Comuni dell’Alta Valdelsa (Casole d’Elsa, Colle di Val D’Elsa, Poggibonsi, San Gimignano e Radicondoli). “Un risultato che nasce da un territorio che anche in questo caso si è saputo muovere compatto – dice Susanna Salvadori, assessore alle pari opportunità del Comune di Poggibonsi – C’è un percorso da portare avanti su una tematica sempre, purtroppo, di grande attualità e noi lo facciamo attivandoci in ogni modo”.

L’obiettivo del progetto è quello di offrire alle donne uno spazio di accoglienza e ospitalità al riparo dalla violenza, ma anche un tempo di riprogettazione della propria vita con il supporto di donne qualificate e facendo leva sulla responsabilità pubblica che si è assunta la rete locale. Nel dettaglio la Casa Rifugio potrà accogliere un numero massimo di 8 donne e 12 minori (nel caso di donne senza minori l’accoglienza può aumentare). Fondamentale l’accoglienza delle donne con minori in uscita dalla Casa Rifugio in appartamenti per la semiautonomia chiamate “Case In Comune”. In questi appartamenti è prevista la coabitazione con altre donne con figli minori all’interno di un progetto individualizzato e temporaneo finalizzato al raggiungimento dell’autonomia personale e familiare. Sarà potenziato il Centro di ascolto già esistente presso il CPO con l’apertura di uno spazio dedicato e dislocato presso la FTSA. Saranno potenziate le misure di supporto volte a garantire i servizi educativi, di sostegno scolastico ed educativo e di babysitteraggio per i minori ma anche interventi per il recupero e l’accompagnamento dei soggetti responsabili di atti di violenza. Inoltre saranno portate avanti azioni di orientamento lavorativo rivolto alle donne ospiti della Casa Rifugio attraverso l’attività di una operatrice dedicata a definizione del curriculum, sostegno nella ricerca, reperimento di realtà locali dove fare inserimenti protetti, reperimento di opportunità formative e altro.

Nella foto l’iniziativa che si è svolta nei giorni scorsi per il decimo compleanno del centro anti violenza. Al centro Lucia Coccheri presidente del Centro Pari Opportunità Valdelsa