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Variante urbanistica: le critiche di Nero su Bianco

La seduta del Consiglio Comunale di martedì scorso è stata imperniata sul futuro urbanistico della città. La cosa che è saltata agli occhi di tutti, analizzando le richieste presentate sulla “Variante a servizio della città”, è come questa amministrazione cerchi di disincentivare al massimo il ricorso da parte dei cittadini all’istituto della “osservazione”.Il mancato accoglimento da parte degli uffici prima e della maggioranza poi, di quasi tutte le proposte avanzate da privati è stata motivata richiamando i regolamenti comunali in materia, cui i cittadini richiedenti debbono uniformarsi, per cui le osservazioni risultano inutili.
Oggi sulla stampa il Sindaco Valentini rincara la dose affermando che “abbiamo detto no al 90% delle osservazioni perché non abbiamo intenzione di riaprire le porte all’edilizia allegra del passato”
Come se gli scempi urbanistici del passato (e l’elenco sarebbe lungo) venissero dalle proposte di onesti cittadini, invece che dalle mire faraoniche e clientelari di amministratori comunali. Proprio Valentini che ha proposto, tra le tante, di demolire l’Ospedale delle Scotte.
Le scelte operate da chi amministra la città, corroborate dall’esperto urbanista Bruno Valentini, continuano indifferenti ad andare nella direzione di un’arrogante presunzione di avere la ricetta giusta. Invece ci scendere dal piedistallo e umilmente andare ad ascoltare i bisogni di una collettività. Chi chiede di realizzare due stanze per un figlio rappresenta un’esigenza sociale non un caso di speculazione edilizia.
Gli speculatori, i palazzinari, i dissipatori di territorio e gli scempi urbanistici si annidano di più in quelle operazione di grandi dimensioni, che da troppo tempo vengono sostenute e promosse dall’amministrazione comunale di Siena. La discrezionalità degli uffici comunali purtroppo quasi mai si miscela con i bisogni delle persone. La variante al RU approvata martedì è tutt’altro che un intervento a servizio della città.
E’ l’ora di finirla di dire si a chi specula e no a che chiede di spostare due mattoni. Ci rassegniamo però a cercare di farlo capire al Sindaco di Siena. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

I bisogni urbanistici di questa città per piccole opere vennero alla luce già nel 2011 con l’approvazione del Regolamento Urbanistico; allora il Comune deliberò di attuare uno specifico progetto per accogliere questi bisogni. Quella delibera del 2011 è stata del tutto disattesa da questa amministrazione. Chissà se ci sono i presupposti per azioni legali?

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