Valentini-Fratoni, il battibecco continua
13 Set, 2017
Federica Fratoni

“I Comuni sono interessati a rivedere il proprio territorio in modo rigoroso, là dove si è realizzato uno sviluppo territoriale errato ed i sindaci sono pronti a metterci la faccia. Ma non vogliamo essere l’anello debole di una catena che, ancor più dopo la fine delle Province, ci assegna solo responsabilità ma nessun potere effettivo: i fondi ci sono ma c’è un ‘collo di bottiglia’ che li blocca nelle Regioni e noi Comuni non li abbiamo visti”. Lo ha affermato Bruno Valentini, sindaco di Siena e delegato dell’Anci per la protezione civile, parlando ieri a Sky Tg 24.

“Ci sono progetti di intervento che giacciono in attesa di finanziamenti che non arrivano”, ha aggiunto Valentini facendo l’esempio della sua città dove per “completare un intervento di messa in sicurezza ho dovuto attingere al bando periferie che stanziava per noi 600mila euro”.

Il delegato Anci è tornato sulla proposta del ministro dell’ambiente Galletti di avviare una cabina di regia meteo nazionale. “L’efficienza sul versante della protezione civile da parte delle Regioni non è omogenea, noi sindaci non possiamo lasciare parti di territorio prive di assistenza. D’altro canto ci arrivano allarmi ogni tre giorni su tutti i fenomeni atmosferici, talvolta contraddittori ed in contemporanea. Certo – sottolinea il sindaco senese – una previsione regionale è troppo larga. Sabato c’era un’allerta arancione su tutta la Toscana e poi alla fine ha piovuto forte solo a Livorno. Se avessimo adottato tutte le misure per quell’allarme avremmo evacuato le scuole di 300 Comuni e messo in allarme, tipo Florida, tre milioni e mezzo di abitanti”. Ci vuole più accuratezza nelle previsioni, come “accade ad esempio a Pisa dove il Comune ha un sistema di previsioni dettagliato che integra le informazioni regionali”.

Da Valentini è arrivato un appello alla semplificazione delle procedure contro il dissesto idrogeologico. “Non vanno bene, ci sono pochi progettisti ed i tempi delle gare sono biblici. Va bene l’attenzione alla trasparenza ed al tema dell’anticorruzione ma tutto questo rischia di produrre tempi inenarrabili. Se la messa in sicurezza del territorio è una vera emergenza – argomenta – dovete dare ai Comuni strumenti di progettazione certi e veloci”.

E proprio su questo il delegato Anci lancia una proposta: “Il governo apra delle finestre di sei mesi come sul bando periferie consentendo ai Comuni, anche consorziati fra loro, di presentare progetti per i quali si semplifichino al massimo le procedure. Vediamo – conclude Valentini – se riusciamo a mettere in sicurezza una parte del nostro territorio, dove si verifica quasi il 60% delle frane che si registrano ogni anno in Europa”.

Immediata è arrivata la secca risposta dell’assessore regionale ambiente e difesa del suolo Fratoni, che non condivide la riflessione di Valentini.

“Trovo le dichiarazioni del sindaco Valentini fuori luogo nei tempi e nei modi. In una fase nella quale tutte le energie sono concentrate per fronteggiare la difficile situazione di Livorno, è quantomeno sconveniente alimentare polemiche che non hanno alcun fondamento”.

“La Regione Toscana – prosegue Fratoni – è l’artefice di una profonda riforma e di una sostanziale semplificazione istituzionale sulla difesa del suolo. E’ tutt’altro che un collo di bottiglia. E’ proprio da quando la Regione ha legiferato in materia con una normativa tra le più avanzate d’Italia, e ripreso le funzioni dalle Province, che sono stati avviati cantieri attesi da decenni, che si è attuata una importante attività di manutenzione attraverso i Consorzi di bonifica e che si è intervenuti commissariando quegli enti locali inefficaci rispetto alla realizzazione delle opere, cosa che continueremo a fare ogni volta se ne presenterà la necessità, senza indugi”.

“Anche nel caso dei territori di Siena – quindi continua – , alla luce dei ritardi di attuazione degli interventi, la Regione nel 2014, avvalendosi dei poteri della legge regionale 35, ha diffidato la Provincia di Siena dall’attuazione dei tre interventi di Taverne d’Arbia, Santa Giulia e Monteroni d’Arbia avocando a sé la realizzazione. E a seguito di questa iniziativa, dopo dieci anni di stallo, i lavori sono finalmente partiti con i cantieri, oggi, quasi conclusi”.

“Chiudo – infine dice l’assessore – osservando che è singolare che il sindaco Valentini ci chiami in causa su un intervento che egli stesso ha caldeggiato e voluto. Mi riferisco al bando periferie, unica soluzione, sostiene lui, per attingere ai 600mila euro necessari per un’opera di messa in sicurezza. Quelle risorse la Regione le aveva indipendentemente dal bando, e con esse poteva avviare e concludere i lavori. Se non l’ha fatto è stato solo per assecondare e venire incontro a una espressa richiesta del sindaco”.