Valdelsa: minori e disagio, il territorio si unisce e condivide un protocollo operativo
11 Ott, 2016
conferenzazonale

Linguaggio e azioni coordinate fra scuole, servizi sociali e sociosanitari per la presa in carico dei minori in situazione di disagio. E’ stato elaborato in sede di Conferenza Zonale per l’Istruzione (organo che rappresenta i Comuni di Poggibonsi, Colle di Val d’Elsa, San Gimignano, Radicondoli, Casole d’Elsa) un protocollo comune per gestire situazioni di disagio minorile, condiviso da tutte le Amministrazioni Comunali, dagli Istituti Scolastici della Zona Altavaldelsa, dalla Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa, dalla SDS e dagli operatori ASL dei servizi di salute mentale.

“Il protocollo è frutto di percorso articolato e complesso – dice Susanna Salvadori, assessore alle Politiche Educative del Comune di Poggibonsi, Comune capofila della Conferenza – che ci ha visti impegnati a livello comunale e zonale con il coordinamento della FTSA e delle scuole. L’obiettivo è stato quello di definire e formalizzare prassi già in uso per migliorare la collaborazione e l’integrazione tra servizi sociali, educativi, scolastici e sanitari. In questo modo sarà possibile rispondere ai bisogni dei ragazzi e delle famiglie con risposte globali, coerenti e maggiormente efficaci”. Il documento nasce dalla volontà condivisa di portare tutte le Istituzioni variamente coinvolte nel lavoro con i minori a condividere un linguaggio comune e a coordinare azioni e interventi, con particolare riferimento a due ambiti nei quali può essere coinvolto il minore: situazioni di disagio, casi di sospetto abuso e maltrattamento. Il protocollo si regge sulla consapevolezza che il rapporto tra servizi sociali, sociosanitari e scuola in materia di prevenzione ed emersione di situazioni di rischio deve essere improntato alla collaborazione costante, alla fiducia e all’informazione reciproca. “Condividere una procedura unica è importante per gestire nel miglior modo un contesto delicato e che coinvolge diversi soggetti – dice Salvadori – significa fare rete e poter essere quindi più tempestivi e più efficaci”.

Gli obiettivi generali sono quelli di: personalizzare gli eventuali aiuti finalizzati a facilitare il superamento di condizioni di disagio, relazionarsi in modo appropriato con la famiglia, gestire al meglio le situazioni di emergenza, segnalare le situazioni di pregiudizio per il minore, acquisire maggiori informazioni su minori già in carico ai Servizi Sociali. I Servizi Sociali Territoriali avranno maggiore possibilità di tutelare le situazioni già note attraverso l’acquisizione delle informazioni reperite dal personale scolastico. La scuola è l’istituzione che, oltre ad avere un rapporto costante con il bambino/ragazzo, si relaziona costantemente con le famiglie ed ha un ruolo prioritario in ordine alla prevenzione e all’intervento precoce sul disagio. Centrale e prioritario il coinvolgimento delle famiglie.

Il protocollo mira principalmente alla precisazione e allo snellimento delle procedure da seguire, nella segnalazione e nella condivisione di percorsi di aiuto. Da qui la necessità di definire le situazioni di disagio, le modalità di scambio informativo il modello organizzativo relativo agli incontri, il ruolo della scuola e la denuncia all’autorità giudiziaria nel caso di sospetto di abuso e maltrattamento.

Il protocollo è approvato dai singoli Comuni e il suo funzionamento sarà monitorato anche per eventuali aggiustamenti utili a migliorarlo.