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Uno spettacolo itinerante per la Festa della Donna a Monteroni d’Arbia

Il centro di Monteroni d’Arbia diventerà per una sera palcoscenico e megafono per ricordare, celebrare e raccontare la Festa della Donna. Domenica prossima infatti, otto marzo, l’amministrazione comunale di Monteroni ospiterà lo spettacolo “Sì lo voglio, se lo voglio” che si snoderà in modo itinerante nel centro storico del capoluogo.
Il progetto teatrale è di Silvia Priscilla Bruni e Margherita Fusi ed è prodotto dalla compagnia teatrale Topi Dalmata di Siena e vede nelle vesti di spose dodici artiste: attrici, ballerine o performer, che racconteranno ognuna uno specifico aspetto della condizione femminile nella nostra società secondo la propria personale sensibilità.

“Ricordare ogni anno la Festa della Donna – commenta il sindaco di Monteroni Gabriele Berni – lo riteniamo ancora fondamentale ed indice della volontà di non abbassare mai la guardia sulle condizioni di disparità che ancora, in tutto il mondo, affliggono l’universo femminile. Per questo vogliamo creare un momento che metta assieme la riflessione con la festa: Monteroni sarà invasa, in alcuni punti salienti del nostro centro, dallo spettacolo che queste artiste metteranno in scena, interagendo con la quotidianità di tutti noi. Abbiamo poi voluto inserire nello spettacolo anche un richiamo forte alla nostra comunità: una delle letture sarà infatti dedicata alla storia delle donne delle tabaccaie di Monteroni”.

L’appuntamento è quindi per domenica 8 marzo alle 18, lo spettacolo – ad ingresso gratuito – comincerà nella “chiesa vecchia” di via Roma per poi continuare in un percorso itinerante che toccherà la piazzetta del Mulino, la biblioteca comunale e la saletta delle Macine. Le artiste che prenderanno parte allo spettacolo saranno affiancate da un’ospite speciale durante questa data a Monteroni d’Arbia, l’assessore Giulia Timitilli infatti prenderà parte all’evento con una lettura dedicata alla storia delle tante donne di Monteroni d’Arbia che hanno lavorato nelle tabaccaie del territorio.
Lo spettacolo – si legge nella scheda di presentazione – nasce da un dono di donne ad altre donne: dieci abiti da sposa che hanno avuto la forza di far nascere un percorso collettivo di riflessione e creazione artistica. La sposa è un’icona intoccabile, ma solo nel giorno del suo matrimonio, quello che viene comunemente definito come il giorno più bello della sua vita. Perché? Perché è l’unico momento certo in cui la donna è un’indiscussa protagonista, cui nulla si può rifiutare, cui tutto si deve. Questo il motivo per cui abbiamo scelto l’abito nuziale per parlare della violenza contro le donne e delle diverse sfumature con cui essa si manifesta o si nasconde: perché il vestito da sposa è un megafono e, indossandolo, diventiamo megafono noi stesse. Le artiste impegnate nello spettacolo sono: Elisa Bartoli, Silvia Priscilla Bruni, Rita Ceccarelli, Margherita del Ministro, Lucia Donati, Alessandra Fantoni, Serena Fineschi, Margherita Fusi, Martina Guideri, Simona Parravicini, Albalisa Sampieri, Claudia Semplici.

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