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UniSi: elezioni del nuovo rettore, conosciamo Francesco Frati

Mancano pochi giorni alle elezioni del nuovo rettore dell’Università di Siena. Giovedì prossimo docenti e personale amministrativo andranno alle urne per eleggere il sostituto di Angelo Riccaboni che guiderà l’ateneo senese nei prossimi anni. Candidati sono Francesco Frati, pro rettore fino a febbraio scorso, Felice Petraglia e Alessandro Rossi. Incontriamo alla vigilia delle elezioni i tre candidati per conoscere la loro idea di sviluppo dell’Università di Siena. Cominciamo con Francesco Frati.
Come pro rettore è dei 3 quello che conosce meglio lo stato di salute dell’Università?
“Credo di sì, avendo affiancato Riccaboni ho visto da vicino l’opera di risanamento che ci consente di guardare al futuro con molto più ottimismo rispetto a 6 anni fa. Grazie alla compattezza della comunità accademica abbiamo superato la fase più critica della crisi, ora siamo tornati allo stesso livello delle altre università italiane e lo abbiamo fatto mantenendo inalterata la qualità delle nostre attività di missione tradizionali, che sono la didattica, l’attrattività nei confronti degli studenti, la ricerca e il trasferimento tecnologico.
Rischiamo però di soffrire le stesse criticità di cui sta soffrendo e forse soffrirà in futuro il sistema universitario nazionale e cioè i tagli ai finanziamenti ministeriali, i tagli alla ricerca, il blocco degli scatti stipendiali, il blocco del contratto collettivo nazionale del personale. Tutti elementi che dipendono dalla scarsa attenzione che il governo sembra avere nei confronti dell’università e in particolar modo dell’università pubblica”.
Per la crisi in molti scelgono di iniziare a lavorare invece di iscriversi all’università, come facciamo a rimanere attrattivi?
“Puntando sulla qualità della didattica e dei servizi che pongono l’ateneo senese ai primi posti delle classifiche del Censis. Scelgono Siena molti studenti italiani, il 50 per cento dei nostri iscritti è fuori sede, grazie anche ai fondi del diritto allo studio”.
Dopo il boom dei corsi di studio innovativi si è tornati ai classici.
“Negli anni ’90 in tutte le università italiane ci fu l’esplosione dei corsi di studi più disparati, poi si è tornati indietro sia per l’introduzione di vincoli molto stringenti nella didattica che per il blocco del turn over che ha comportato una forte riduzione del personale docente. In futuro ogni università dovrà guardare alle esigenze degli studenti e alle richieste del mercato del lavoro cercando di essere innovativi e duttili nel modificare l’offerta formativa”.
Qual è il rapporto che l’Università di Siena ha con il mondo imprenditoriale, offre opportunità di lavoro ai laureati?
“Abbiamo elaborato negli anni diversi contatti con le aziende e stiamo lavorando per incrementare la collaborazione con il mondo imprenditoriale. Sono molto importanti le attività di stage nelle imprese, sono uno dei driver fondamentali per ottenere un impiego”.
Siena è una città universitaria, tanti giovani vanno gestiti per evitare estremismi.
“Gli studenti fuori sede sono 10 mila, sono la nostra ricchezza non lo dobbiamo far diventare un problema. Per questo c’è collaborazione con le istituzioni del territorio per garantire accoglienza e integrazione. I ragazzi che arrivano a Siena, vengono per studiare ma anche per divertirsi nelle ore libere, per questo dobbiamo offrirgli opportunità di svago”.

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