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Unioni civili, il Parlamento approva. Arcigay: “Un passo storico”

“Un grande sollievo, un appuntamento con la storia da troppo tempo rimandato”: Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, commenta  voto alla Camera che ha dato il via libera definitivo alla legge sulle unioni civili. “Il riconoscimento delle coppie formate da persone dello stesso sesso – prosegue – è una battaglia che arriva da lontano, un testimone che è passato da una generazione all’altra, superando con tenacia le tante cadute. In questa giornata, perciò, il primo pensiero affettuoso lo rivolgo ai fondatori e alle fondatrici del nostro movimento, a chi ha gettato le basi di questo percorso in anni molto diversi da questi, più duri e più difficili. A quelli che nella lotta sono invecchiati e a quelli che purtroppo non ci sono più, ha chi iniziato e chi ha saputo raccogliere il testimone: a tutti e tutte loro va sempre, ma oggi in particolare, la nostra riconoscenza. Il secondo pensiero va ai tanti e alle tante che presto potranno condurre in porto, grazie a questa legge, il proprio progetto di vita: con loro  brindiamo al grande giorno.  Questa legge arriva con molto ritardo e con molti limiti, di questo siamo consapevoli. Ma abbatte un muro e segna una tappa importante: da qui dobbiamo subito ripartire per rilanciare la battaglia per la piena uguaglianza. Perciò è con questo augurio e con lo sguardo orientato al futuro e ai traguardi che verranno che noi oggi alziamo i calici e le nostre bandiere arcobaleno”, conclude Piazzoni.

 

“Una battaglia per i diritti sacrosanta, combattuta con coraggio e determinazione. Ora dobbiamo andare avanti perché quello di oggi sia solo il primo di una serie di provvedimenti che ci consentano di costruire un’Italia più giusta, in cui ogni cittadino possa investire nel suo progetto di vita, accanto ad un’altra persona, indipendentemente dal suo sesso, con cui condividere, vita, futuro, affetti, gioie e difficoltà. Di questo si tratta. Di una estensione dei diritti a tutte le famiglie”. Con queste parole Susanna Cenni, deputata del Pd commenta il via libera della Camera alla legge sulle unioni civili, approvata oggi, mercoledì 11 maggio.

Unioni Civili. “Oggi avevamo un appuntamento fondamentale – prosegue Cenni – e non l’abbiamo mancato. Certo, sono tra coloro che avrebbe voluto anche un riconoscimento della genitorialità e dei bambini già oggi nelle famiglie arcobaleno, che a mio parere resta un obiettivo da perseguire. È stato intanto giusto comunque lavorare per portare a casa questo importante risultato che estende i diritti a chi, fino ad oggi, non aveva alcuno strumento legislativo di tutela. Le persone dello stesso sesso che vorranno riconoscere i propri diritti di cittadinanza, economici e sociali ora potranno farlo. Gli organismi internazionali, come la Corte europea dei diritti umani, ci avevano spronato a trovare il coraggio per fare questo passo in avanti. Lo abbiamo trovato e oggi portiamo a casa una conquista civile storica per l’Italia”.

Toscana Pride. “Sono orgogliosa di aver contributo a raggiungere questo traguardo – conclude Cenni – così come sarò felice di aderire al Toscana Pride in programma a Firenze il prossimo 18 giugno. Mi sembra un’ottima giornata, questa, per sostenere un percorso politico che ha, tra i tanti, il merito di portare in piazza il tema del superamento di ogni diversità e della lotta a ogni pregiudizio. Sarò al fianco delle tante associazioni e movimenti per sostenere chi si batte, ogni giorno, per i diritti, la tutela dei singoli e delle singole, dei legami affettivi e genitoriali e per la laicità delle istituzioni”.

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“Da oggi due persone maggiorenni dello stesso sesso con una dichiarazione pubblica potranno costituire un’unione di fronte ad un ufficiale di stato civile. E’ un passo in avanti sulla strada dei diritti per un’Italia più giusta e più moderna”. Così Luigi Dallai, deputato del Partito democratico commenta il voto sulla legge sulle unioni civili, approvate oggi, mercoledì 11 maggio.

“Fino ad oggi – afferma Dallai – l’Italia era l’unico Paese dell’Europa occidentale a non avere alcun tipo di strumento legislativo che regolamentasse le unioni tra persone dello stesso sesso e senza alcuna forma di tutela per le coppie omosessuali. Oggi è una giornata importante per l’Italia. Con questo provvedimento colmiamo un vuoto che era stato stigmatizzato dagli organismi internazionali a cominciare la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo. Personalmente sono contento perché da anni, insieme a tante persone, sto portando avanti questa battaglia. Con le unioni civili vengono riconosciuti tutti i diritti patrimoniali previsti dal matrimonio, quelli di cittadinanza, quelli economici e sociali, quelli personali sulla salute del partner; e non si blocca la giurisprudenza che in questi anni che ha riconosciuto in più casi il diritto dei figli a mantenere un rapporto stabile con il convivente (anche omosessuale) del genitore biologico. C’è chi legittimamente chiedeva misure più forti, ma la legge Cirinnà è un buon punto di partenza, dal quale proseguire per nuove conquiste sul fronte dei diritti civili. Per chi aspettava da anni un riconoscimento giuridico della propria situazione familiare e sentimentale, e per tutto il Paese, oggi è un buon giorno”.

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