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“Una vita da social”, campagna per la sicurezza sul web con la Polizia

Un agenda fitta di appuntamenti quella che riguarderà giovedì prossimo, 15 gennaio, la presenza a Siena del truck di “Una vita da Social”, nell’ambito della più importante e imponente campagna educativa itinerante realizzata dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, sulla sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della Rete, partita questa mattina da a Piazza del Quirinale a Roma.
Ad aprire i lavori della tappa senese, per parlare dei social network, del cyberbullismo, dell’adescamento online e della sicurezza della privacy, un testimonial d’eccezione, volto familiare per tutti i giovani della città del Palio: il giocatore di basket e capitano della Mens Sana Roberto Chiacig che, accompagnato dal Direttore Sportivo della squadra Lorenzo Marruganti, sarà a bordo del truck insieme alla Polizia di Stato, per salutare i ragazzi.
I diversi incontri, programmati con le scuole secondarie di primo e secondo grado, a partire dalle ore 10.00 di giovedì, che proseguiranno nel pomeriggio, fino alle 17.00, con le scuole primarie, saranno un importante momento di confronto e di scambio di informazioni sull’uso consapevole della rete, durante il quale gli operatori della Polizia Postale e delle aziende, come Facebook, Italiaonline, con i portali Libero.it e Virgilio.it, Fastweb, FireEye, Google, H3G, Microsoft, Telecom Italia, Twitter, Norton by Symantec, Skuola.net, Vodafone, ind, Youtube, Scania, Continental, ItalWork e RDS 100% Grandi Successi, “radio ufficiale dell’evento”, a bordo del truck allestito con un’aula didattica, incontreranno studenti, genitori e insegnanti sui temi della sicurezza online, con un linguaggio semplice ma esplicito adatto a tutte le fasce di età.
Unico obiettivo dell’iniziativa, aperta a tutta la cittadinanza, è infatti quello di ”fare in modo che i gravissimi episodi di cronaca culminati con il suicidio di alcuni adolescenti ed il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto delle tecnologie, non avvengano più”.

Secondo una ricerca di Skuola.net, realizzata per la Polizia di Stato, su un campione di circa 10.000 studenti di scuole medie e superiori, solo 1 studente su 5 afferma che i social hanno un ruolo marginale nelle relazioni sociali.
I social network infatti sono ormai diventati uno strumento di comunicazione del tutto integrato nella quotidianità dei teenager.
Tra i motivi principali che spingono i ragazzi all’uso dei social, ci sono infatti il desiderio di informarsi sia sulle notizie (59%) che su quanto accade ai propri amici e conoscenti (51%) ma anche sostituire per ragioni di risparmio economico telefonate ed e sms (44%). Quasi l’85% degli studenti appartiene ad un gruppo classe su WhatsApp che per la maggior parte di loro costituisce uno strumento equivalente al tradizionale gruppo di studio.
Così non stupisce che 9 ragazzi su 10 hanno uno smartphone con accesso internet in mobilità. Tra questi oltre il 60% accede ai social mentre si trova a scuola e quasi la metà di loro anche in presenza di un docente.
Oltre la metà degli intervistati trascorre sui social network più di un’ora al giorno. Globalmente 1 ragazzo su 4 si dichiara sempre connesso, rispondendo prontamente ad ogni notifica proveniente da smartphone, tablet o pc.
Circa 12 mesi fa il dato degli “always-on” era di poco inferiore a 1 su 3.
Da questo ne discende la necessità di disporre sempre di una connessione internet. Quando viene a mancare, 1 su 6 ammette di provare un senso d’ansia e di prodigarsi per ristabilire subito l’accesso alla Rete, mentre la metà degli intervistati vive questa situazione con fastidio ma senza fretta di riconnettersi.
Preoccupa in maniera più forte il fenomeno del cyberbullismo: circa 2 ragazzi su 3 ritengono che fenomeni di questo tipo siano in aumento. Infatti la metà di loro ha avuto esperienza diretta o indiretta di fenomeni di questo tipo.
Per questo motivo 4 su 5 accoglierebbero con favore incontri con esperti per formare gli studenti all’uso dei social.

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