Un referendum nel Pd per scegliere il sindaco. La proposta di Malvinni
8 Mar, 2018
pd

Un referendum per decidere il sindaco è l’ultima idea in casa Pd. La propone Nicola Malvinni, segretario della sezione di Isola d’Arbia, che in un lungo intervento, chiede di chiamare ad esprimersi tutti gli iscritti al partito sull’opportunità di appoggiare un candidato civico e studiare con le forze di coalizione un progetto per lo sviluppo della città per i prossimi dieci anni.

“Le urne cittadine – dice Malvinni – hanno assegnato ancora maggiore necessità ed urgenza alla costruzione di un centrosinistra civico. Il risultato delle elezioni politiche conferma come, ormai dal 2011,  il Pd non sia più centrale nel sistema politico cittadino e che la vittoria del centrosinistra passi per un progetto più ampio, con il coinvolgimento di  una pluralità di forze. Per farlo occorre, rapidamente, ripristinare nel Pd un percorso partecipato e credibile che coinvolga pienamente gli iscritti e smacchi il vestito civico dalle ditate partitiche di chi si è autoproclamato sarto senza disporre di tutta la stoffa. L’auspicio è che almeno i prossimi tre mesi siano nel segno di una vera collegialità con strumenti unitari e senza più strappi improvvisati ed unilaterali. E’ la premessa essenziale per elaborare, con la massima apertura e partecipazione, un programma per la città e costruire una coalizione che condivida la visione per Siena dei prossimi dieci anni e la affidi ad un candidato sindaco che la sappia interpretare e realizzare nella pratica amministrativa.Questo progetto dovrebbe essere rapidamente sottoposto all’approvazione degli iscritti del Pd ai quali chiedere espressamente di pronunciarsi, con  un referendum, sull’affidamento alla coalizione del candidato sindaco, con contestuale rinuncia del PD ad esprimerne uno proprio. Le primarie di partito o di coalizione rischiano invece di rappresentare un passaggio che potrebbe non produrre quell’allargamento della coalizione che serve e soprattutto non raccogliere quelle energie civiche che, seppure manifestatesi con tempi e modi perfezionabili, sono risorse alle quali sarebbe ben stato difficile rinunciare anche quando il Pd disponeva di ben altri numeri. La scelta delle primarie, che non mi vede contrario, potrebbe, di fatto, equivalere alla ricandidatura di Bruno Valentini senza che le stesse vengano celebrate per assenza di altri candidati. Con il rischio di certificare, in modo irrisolvibile, l’isolamento del Pd. La strada del referendum può, invece, garantire una procedura partecipata e più flessibile. Con la vittoria dei Si la delega alla coalizione sarebbe legittimata da un voto popolare, viceversa l’affermazione dei NO condurrebbe allo stesso esito delle primarie. Il mio intervento vuole essere un contributo a tutto il partito ed al segretario dell’Unione Comunale per trovare insieme il  percorso migliore che conduca il centrosinistra a riconfermarsi alla guida della nostra città.