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Ultimatum della Bce al Monte dei Paschi

La lettera della Bce mette alle strette il Monte dei Paschi costretto a risolvere il prima possibile la questione dei crediti deteriorati che appesantiscono il bilancio. Un ultimo avvertimento che arriva dall’Europa e obbliga la banca diretta da Tononi a cedere sottoprezzo pur di liberarsene e tornare ad essere una banca appetibile sul mercato in vista di possibili nuove aggregazioni che per il momento non sembrano interessare a nessuno.
“Il Monte dei Paschi è da tempo sotto i riflettori delle autorità di vigilanza italiani e europei per i crediti deteriorati che sono una zavorra insopportabile – ha spiegato Pino Di Blasio, giornalista economico di Qn -. La banca per rimettersi in carreggiata se ne deve liberare, ne ha già venduti una parte ma ancora non basta. Questo ultimatum però penalizza Mps e fa il gioco dei finanzieri che possono speculare su questa operazione: di solito i crediti deteriorati hanno un valore di circa il 40 per cento. Mps li ha messi a bilancio al 39 per cento, ma in passato li ha venduti al  19 per cento. Si capisce quanto è la perdita e quanto invece il guadagno di chi acquista. Tra i crediti deteriorati in pancia a Mps, c’è di tutto, dal grande gruppo che non ha restituito il finanziamento avuto, alle migliaia di rate di mutuo non versate. Molte delle operazioni di concessione di credito fatte in passato sono completamente sbagliate e ora pesano sul rilancio del Monte dei Paschi”.

Intanto, a proposito delle indiscrezioni, a metà mattinata la banca ha emesso il seguente comunicato:

“Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (“BMPS” ovvero la “Banca”), con riferimento alle indiscrezioni di stampa pubblicate in data odierna, comunica di aver ricevuto dalla Banca Centrale Europea una lettera con cui viene notificata l’intenzione di richiedere alla Banca il rispetto di determinati requisiti relativi, in particolare, ai crediti deteriorati. Tali requisiti sono indicati in una “bozza” di decisione, in merito alla quale è stata data la possibilità alla Banca di presentare le proprie argomentazioni a riguardo entro l’8 luglio 2016.

Più nel dettaglio, la “bozza” di decisione comprende una tabella – di seguito riportata – secondo cui la Banca è tenuta alla riduzione dei non performing loans nel prossimo triennio ed al raggiungimento dei parametri indicati.

Actual 2015 2016 2017 2018
NPLs – Gross Exposure (EUR/bn) 46.9 Max. 43.4 Max. 38.9 Max. 32.6
NPLs – Net Exposure (EUR/bn) 24.2 Max. 21.8 Max. 18.4 Max. 14.6

 

I suddetti parametri sono in linea con gli obiettivi di un programma di specifiche azioni, recentemente approvato dai competenti organi della Banca e contestualmente sottoposto alle valutazioni della BCE, finalizzato all’incremento dell’importo delle dismissioni di non performing loans già previsto nel piano industriale 2016/2018.

Nella “bozza” di decisione viene anche richiesto di fornire alla BCE entro il prossimo 3 ottobre 2016 un piano che definisca quali misure possano essere adottate dalla Banca per ridurre il rapporto tra il totale dei non performing loans ed il totale dei crediti (NPL ratio) al 20% nel 2018.

La Banca ha comunque avviato immediatamente le interlocuzioni con la Banca Centrale Europea al fine di comprendere l’esatta portata di tutte le indicazioni contenute nella bozza di decisione e di presentare le proprie deduzioni al riguardo in vista della decisione finale, la cui emissione è prevista entro la fine del mese di luglio 2016.

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