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Tutte le novità del Palio del bigonzo a Radicofani

Ci sarà anche il maxischermo in piazza San Pietro, per seguire la fasi di una gara, quella del Palio del bigonzo di domenica prossima, che si svolge nell’intrico di strade del centro storico. Sono coinvolti anche i volontari delle associazioni Radicofani Motorsport e Radioamatori italiani. L’operazione, coperta economicamente dal Magistrato delle contrade di Radicofani, prevede l’utilizzo di tre telecamere fisse in altrettanti punti strategici della corsa con i barellini. Così, per la prima volta, gli spettatori all’arrivo potranno seguire tutte le fasi salienti.

Questo, si può dire, è il Palio delle grandi novità. I costumi di foggia duecentesca sono stati in parte rinnovati, e arricchiti di particolari e accessori: faretre, maglie di ferro, protezioni in cuoio, scudi e stendardi. Da citare quello della compagnia sbandieratori e musici, dipinto dalla radicofanese Lorenza Giovannoni. Nuovi anche i barellini con rifiniture in pelle. In ogni caso, tutto è stato seguito dagli abitanti, sulla base delle indicazioni di studiosi ed esperti. Altra eclatante novità, è il fatto che il drappellone sia stato dipinto da Cecilia Rigacci, coautrice del palio dello scorso agosto a Siena.

Il Palio del bigonzo è indubbiamente cresciuto, in appena nove anni di vita, forte di una dignità intrinseca. Qui non si cerca di scimmiottare altre feste o di fare solo animazione. L’intento è riscoprire radici e identità di un luogo tutt’altro che banale, o secondario, persino nella storia di Siena. Basti ricordare che Ogni anno, Radicofani “per S. Maria d’agosto, deva offrire alla chiesa Cattedrale un Palio scarlatto di valore 25. Fiorini, accompagnato da quattro massai”. Ed ecco che il drappellone, nel Quattrocento, secondo i documenti raccolti quattro secoli or sono Giovanni Antonio Pecci, veniva solennemente fornito da questa comunità di confine, in occasione del palio e dei vari giochi che si disputavano all’epoca. L’intreccio offerto dalla Rigacci, è la conferma di un forte legame… Quanto alle contrade, queste rievocano nel nome gli antichi insediamenti, a diversi livelli, lungo il crinale della fortezza. Borghi abbandonati, con gli abitanti che sono scesi nel tempo, per ampliare l’attuale abitato.

Il programma conferma la bontà di un impianto che prevede, sabato sera, cene a 15 euro, organizzate dalle cinque contrade in varie “cantine” del centro storico. Per la precisione: Bonmigliaccio in piazza Garibaldi, Borgo Maggiore in piazza Vittorio Tassi, Castello in via Renato Magi, Castelmorro in via Roma, Contignano al parco la Pista. Proprio qui, sabato sera di esibirà la compagnia d’arme Santaccio di Chiusi, con combattimenti utilizzando spade infuocate. Domenica, corteo nel centro storico e, alle 11, santa messa alla chiesa di San Pietro. Ore 12 presentazione del drappellone e benedizione delle contrade. La contesa inizia nel pomeriggio (ore 16,30) con la gara di tiro con l’arco degli arcieri delle contrade. Quindi, lanci di sfida nelle piacce del centro e ulteriore esibizione della compagnia Santaccio. Verso le 18 si pesano i bigonzi e si esibiscono sbandieratori e musici. Il palio si corre intorno alle 19. Poi tutti a festeggiare, e commentare, nei ristoranti delle contrade.

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