Truffe alla TIM per oltre 69mila euro, 41enne arrestato in Valdelsa
7 Feb, 2019
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Una complessa indagine condotta dagli investigatori della Sezione Polizia Postale di Siena, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha portato all’arresto in flagranza di reato di un uomo, italiano di 41 anni, residente in Val D’Elsa, già noto alle forze dell’ordine, resosi responsabile di numerose truffe in danno della compagnia telefonica TIM.
Le truffe consistevano nella stipula di contratti di telefonia fissa, intestati ad ignari utenti, per la fruizione dei servizi TIM e, in alcuni casi, per il contestuale acquisto di prodotti elettronici (quali smart-TV o smartphone) di rilevante valore commerciale, sottratti senza poi corrisponderne i dovuti pagamenti, per un danno stimato di 69.000€.
I fatti denunciati riguardavano, in particolare, circa 100 contratti di telefonia fissa richiesti mediante il canale telefonico 187 ed attivati nella quasi totalità dei casi nella zona della Val d’Elsa (SI), con la peculiarità che, in diverse circostanze, fra gli inconsapevoli utenti vi erano i nominativi di calciatori di serie minori.
Le indagini hanno consentito di accertare che le attivazioni dei contratti venivano richieste telefonicamente alcall center 187, facendo uso sempre delle medesime utenze telefoniche cellulari, intestate a terze persone e di documenti falsi e artefatti, da esibire al corriere al momento della consegna dei dispositivi elettronici.
Nel corso dell’attività investigativa, una richiesta di acquisto di un Iphone XS Gold da 64 GB, del valore di circa 1000 €, con addebito rateale in fattura a un cliente TIM estraneo alla richiesta, ha consentito al personale della Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Siena d’intervenire al momento della presentazione dell’uomo presso il corriere per il ritiro del cellulare.
L’operazione di polizia condotta dagli agenti della Polizia Postale e del Commissariato di P.S. di Poggibonsi (SI), ha portato all’arresto, in flagranza di reato, del quarantunenne di origini campane, trovato anche in possesso dell’utenza mobile cellulare con cui venivano effettuate le telefonate al 187.
Sono ancora in corso approfondimenti investigativi tesi a ricostruire tutte le attività fraudolente.