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Truffa telematica scoperta dalla Polizia di Chiusi. Denunciati due fratelli

Sono stati scoperti e denunciati dalla Polizia gli autori di una truffa telematica per migliaia di euro, commessa ai danni di un’Azienda della Valdichiana.
Le indagini sono scattate a seguito della denuncia sporta al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Chiusi, dal legale rappresentante di una società che opera nel settore informatico e fornisce alla clientela, sia aziendale che privata, dei servizi software, tra i quali quelli relativi a sistemi che permettono di gestire in sicurezza i pagamenti online effettuati tramite carte di credito.
Dagli accertamenti svolti dalla Polizia è emerso che lo scorso gennaio una società con sede in provincia di Verona aveva acquistato il software dell’azienda vittima della truffa, con le modalità previste, ovvero compilando e sottoscrivendo l’apposito modulo online.
In tal modo aveva attivato il sistema di gestione del “conto tecnico” dove venivano fatti confluire i soldi delle transazioni effettuate con carta di credito da privati, denaro successivamente trasferito, da una terza società gestrice del conto, su quello indicato dal cliente.
In questo meccanismo, la società denunciante aveva provveduto, come previsto dal contratto sottoscritto con la compilazione del modulo, ad erogare alla società ricevente, con bonifico bancario, le somme di denaro che i loro clienti avevano fatto confluire sul conto tecnico.
A sua volta non aveva però ricevuto il rimborso delle somme, pari a circa 23.000 euro, che la stessa società era stata costretta a pagare all’azienda gestrice delle carte di credito dei clienti, a loro volta truffati per aver effettuato acquisti di beni, soprattutto articoli griffati di abbigliamento e pelletteria, la cui vendita era stata ripetutamente pubblicizzata su internet, che risultavano regolarmente pagati ma mai consegnati.
A conclusione delle articolate indagini la Polizia è riuscita a dare un volto ed un nome ai soci truffatori, due fratelli di 41 e 43 anni di origini campane ma residenti in Veneto, che sono stati denunciati per truffa e insolvenza fraudolenta.
Dagli accertamenti svolti è peraltro emerso che uno dei due truffatori, il più giovane, era stato già denunciato dagli stessi agenti del Commissariato di Polizia alcuni mesi fa, per una truffa perpetrata, sempre via internet, ai danni di un privato, residente a Chiusi, che aveva acquistato merce firmata su un sito “di facciata”, senza che fosse mai stata consegnata.