“Tribunale di Siena: la situazione è al collasso”
22 Ago, 2014
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Ispezione dei funzionari del ministero al tribunale di Siena annunciata per l’8 e 9 settembre prossimi. Riguarderà solo alcuni uffici del penale ma non è chiaro il motivo dell’arrivo degli ispettori romani. Certo il tribunale senese è al collasso e con la chiusura delle sedi di Montepulciano e Poggibonsi la situazione rischia di esplodere. Lo segnala Marco Iacoboni della FP Cgil che cogliendo l’occasione dell’ispezione fa l’elenco delle problematiche. “La struttura del tribunale di Siena non è in grado di accogliere le altre due strutture che sono state chiuse. Sono arrivate persone, sono arrivati faldoni, è arrivato tanto lavoro, ma rimane, per esempio la carenza di personale: siamo ad un sottorganico del 46%. Ma manca la carta, mancano i toner, spesso le persone non possono ricevere una copia conforme dei documenti per queste carenze”.

Pubblichiamo di seguito la nota stampa diffusa dal sindacato:

Parafrasando una celebre canzone di De Andrè sembra che il Ministero voglia “scoprir se è vero quanto si dice intorno ai nani, che siano i più forniti della virtù meno apparente”, e in questo caso “i nani” non sono i magistrati ma i più “piccoli” servitori dello Stato: se i 34 dipendenti, su una pianta organica di 62 unità con una percentuale del 46% di carenza di personale, abbiano svolto con regolarità e professionalità il lavoro che avrebbero dovuto svolgere 62 persone dal 2012 ad oggi. Lo stesso vale per gli uffici della Procura. Tra l’altro in un edificio che nonostante le tante denunce e gli episodi accaduti continua a cadere a pezzi e ad essere inadeguato ad accogliere il lavoro di altri due tribunali di fatto cancellati: la sede distaccata di Poggibonsi e il Tribunale di Montepulciano.

Ironicamente ci sarà bisogno di un’ispezione straordinaria sugli uffici che si relazionano direttamente con la Procura (penale, GIP e volontaria giurisdizione) per scoprire se coloro che hanno garantito questi pubblici servizi “siano dotati della virtù meno apparente”, quella di aver lavorato, spesso dietro le quinte dei clamori e in silenzio, al solo fine di sorreggere a piene mani e con i calcinacci che gli cadevano in testa, i muri della giustizia.

Chiediamo fin da ora agli ispettori ministeriali romani incaricati, la Dott.ssa Anna Maria Danese (per gli uffici del penale) e il Dott. Alessandro Prete (per la volontaria giurisdizione) di renderci partecipi degli esiti dell’ispezione. Se davvero metteranno in luce anche tutto ciò che ha generato la nuova geografia giudiziaria: non risparmi ma spreco di risorse e danni al cittadino, aumento considerevole di lavoro con sempre meno personale e disagi, ovvero indebolimento del sistema giustizia.

Desideriamo che gli ispettori valutino anche i validi progetti che si stanno cercando di portare avanti per far diminuire le file giornaliere, anche di 60 persone, e riavvicinare i servizi alle persone: gli uffici territoriali o “uffici di prossimità”. Progettati per garantire i servizi (gestione delle amministrazioni di sostegno, tutela dei minori, tutela degli interdetti e inabilitati, ecc.) ad anziani, donne e indigenti, in quella parte di provincia orfana dei presidi di legalità: Valdichiana e Amiata.

Che non sia solo un fatto di numeri e non sia solo un problema se tutti i timbri siano stati messi al posto giusto, noi lo sappiamo bene. Anche se in qualche caso i numeri servono, ad esempio quando manca la carta e il toner per le stampanti e non si possono fornire le copie conformi degli atti. Questi numeri contano tutti i giorni. Si deve ripartire da qui, e poi proseguire con la riqualificazione del personale, il riconoscimento delle attività lavorative sommerse (stagisti), nuovo personale qualificato e spazi adeguati, e su una discussione vera su un buon funzionamento della giustizia. E non rischiare di ridurre tutto ad un semplice problema di opportunità dirigenziali. Visto che l’ultima ispezione risale al 2009 e si è protratta fino al 2010, nel periodo in cui prese l’incarico di presidente il Dott. Benini, che oggi è alla Corte d’Appello di Roma. E ad oggi permangono quasi gli stessi problemi di ieri, accentuati da una cattiva riorganizzazione ministeriale.

Ci aspettiamo che i nuovi dirigenti che prenderanno ufficialmente servizio a settembre, il Presidente Mauro Bilancetti e il Procuratore Salvatore Vitello, già Vice Capo di Gabinetto del Ministero, sappiano fare le giuste e reali valutazioni anche sulle “virtù meno apparenti” del Tribunale e della Procura di Siena.

Auguriamo a tutte e a tutti, a partire dai “più piccoli”, un buon lavoro.

FP CGIL Siena