Tenta di suicidarsi, la polizia di Siena lo salva e lo convince a farsi curare in ospedale
23 Apr, 2016
polizia posto di blocco

Ha tentato di suicidarsi, avvolgendosi una corda intorno al collo, ma qualcuno ha chiamato la Polizia che è intervenuta presso la sua abitazione di Siena e ha convinto l’uomo, 33enne, a farsi curare e seguire dai medici.
Non è stato facile per i poliziotti gestire la situazione che si sono trovati ad affrontare a seguito di una segnalazione giunta al 113 in serata.
Gli agenti delle Volanti della Questura di Siena, inviati dalla Sala Operativa presso un appartamento dell’immediata periferia della città, hanno identificato il presunto suicida che fin da subito si è mostrato poco collaborativo e molto agitato.
Con pazienza e professionalità, notando il suo stato emotivo, hanno instaurato con lui un dialogo, scorgendo i segni di alcune escoriazioni intorno al suo collo.
Tranquillizzandolo, gli hanno chiesto a cosa fossero dovuti ricevendo per risposta che era caduto a terra.
A quel punto, hanno richiesto l’intervento dei sanitari del 118, per farlo sottoporre alle prime cure.
Nel frattempo, senza perdere il controllo su di lui, hanno raccolto la testimonianza di alcuni amici e parenti che si trovavano ad aspettare lungo le scale che portano l’abitazione.
Gli stessi hanno confermato il sospetto del tentativo di suicidio che l’uomo aveva tuttavia negato anche con loro.
Giunto sul posto il personale medico, il giovane è stato visitato ed invitato a recarsi in ospedale per essere sottoposto ad ulteriori accertamenti, dato anche il suo stato psichico.
Una volta convintolo a salire sull’ambulanza, i poliziotti sono riusciti a farsi dire se avesse una corda e dove l’avesse riposta.
Il giovane, in un primo momento non ha collaborato ma, grazie alla capacità degli agenti di persuaderlo, ha ammesso di avere nascosto una corda dentro all’armadio, che ha consegnato loro spontaneamente.
La corda, sulla quale erano presenti tracce di sangue è stata così acquisita dai poliziotti, che hanno poi avvisato gli altri familiari dell’uomo, rassicurandoli sul suo stato di salute e sincerandosi che gli stessi si sarebbero subito recati in ospedale per assisterlo.