Stalking e maltrattamenti nei confronti della moglie e dei figli, arrestato nel centro di Siena un 45enne giordano
5 Mar, 2019
polizia pattuglia questura

La Polizia di Stato ha arrestato il cittadino di nazionalità giordana Q.H.A.M., queste le sue iniziali, quarantacinquenne, da anni residente a Siena, in esecuzione di una condanna per maltrattamenti e stalking in danno dei familiari.
L’uomo è stato rintracciato all’interno di un bar dove lavorava dai poliziotti della Squadra Mobile e portato in carcere, così come disposto dalla Procura della Repubblica.
L’uomo era arrivato in Italia diversi anni fa per ricongiungersi alla moglie e ai due figli. La convivenza è stata tuttavia caratterizzata da numerosi episodi di violenza e maltrattamenti che la donna aveva denunciato già nel lontano 2009 alla Squadra Mobile. Dalle indagini è emersa una persona “aggressiva, violenta e problematica che costituisce un serio pericolo per la famiglia” sia verso la moglie che verso i figli. La donna ha denunciato di aver subito percosse, colpi, in alcune circostanze anche con la cinghia, davanti alla richiesta insistente di denaro da parte del coniuge.
L’uomo era stato subito allontanato dalla casa familiare e posto agli arresti domiciliari. Dopo aver subito ben due condanne per reati di maltrattamenti era stato affidato ai servizi sociali. Nel frattempo il Questore Capuano gli aveva revocato la carta di soggiorno proprio perché pericoloso. Pur affidato ai servizi sociali il 45enne ha continuato a delinquere, trasgredendo le misure imposte.
L’ultimo episodio risale a pochi giorni fa, quando i poliziotti delle Volanti sono dovuti intervenire su richiesta di uno dei figli dell’uomo. Q.H.A.M., che aveva il divieto di avvicinarsi alla famiglia, si era recato in casa e dopo aver danneggiato diversi oggetti, sorpreso dal figlio lo aveva aggredito e minacciato. Di conseguenza, lo straniero è stato nuovamente denunciato e nei suoi confronti è stata disposta la cattura effettuata dai poliziotti della Squadra Mobile mentre l’uomo si trovava all’interno di una cucina di un bar del centro storico.
Dopo essere stato accompagnato in Questura e fotosegnalato dal personale della Polizia Scientifica è stato tradotto in carcere.