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Soppressione II B al Galilei. I genitori: “Ignorato il percorso formativo scelto per i nostri figli”

A seguito  della lettera scritta alle redazioni locali, a firma dei genitori dell’attuale classe II B del Liceo scientifico Galileo Galilei, abbiamo fatto quattro chiacchere con Marina Biagioli, una delle mamme coinvolte nella decisione presa dal Provveditorato di Siena, di sopprimere una classe dell’istituto.

Marina quando vi è stata comunicata la decisione presa dal Provveditorato e che spiegazioni vi sono state date?

“Ci è stata comunicata qualche settimana fa, a metà maggio circa, ma non ci sono state date molte spiegazioni. Abbiamo subito chiesto un confronto con la Preside e con i rappresentanti d’Istituto, che si sono dimostrati molto dispiaciuti per la notizia ricevuta e naturalmente stiamo aspettando di incontrare il Provveditore per capire cosa si può fare”.

Cosa comporterà questo per i ragazzi e per le famiglie?

“Non sarà rispettato il percorso formativo scelto dalle famiglie. Eravamo gli unici che avevamo scelto un ordinamento diverso, ovvero quello di un liceo scientifico tradizionale di 27 ore, nel biennio, con il sabato libero, facendo scuola 5 giorni su 6. Una scelta presa anche da famiglie che magari vengono da paesi della provincia e così riuscivano a risparmiarsi un viaggio in settimana. Adesso dovranno spalmarsi su altre 3 classi raggiungendo dei numeri di capienza piuttosto elevati “.

Numeri elevati in classe che sembrano andare contro corrente rispetto alle direttive anti Covid?

“Quello che ci sembra strano è proprio questo infatti, con un allarme sanitario come questo, senza sapere se a settembre potranno fare lezione in presenza o con la didattica a distanza, la nostra classe poteva rispettare ogni regola, mantenendo le giuste distanze e senza il bisogno di lasciare alunni a casa”.

Di seguito pubblichiamo la lettera completa inviata alle Redazioni.

Gentile Direttore,

a scriverLe siamo i genitori dell’attuale classe II B del Liceo scientifico Galileo Galilei di Siena. Abbiamo appreso, a metà maggio e con profondo sconcerto, la notizia della comunicazione formale, pervenuta al Liceo scientifico G. Galilei di Siena da parte dell’ufficio competente del provveditorato. di Siena, della soppressione di una futura classe terza che, per questione di numeri, sarà quella delle nostre figlie e dei nostri figli. Ma sappiamo anche che la notizia ha riguardato anche classi intermedie di altri Istituti della provincia.

Un provvedimento per noi incomprensibile non solo perché disattende la raccomandazione, che ogni giorno viene dal Governo, a mantenere quel distanziamento fisico quale unico presupposto sicuro per impedire il diffondersi del contagio da coronavirus, ma anche perché contraddice quanto affermato, a più riprese, dalla Ministra dell’Istruzione sulla necessità di eliminare le classi “pollaio” e di mettere al centro delle scelte del Governo “i nostri ragazzi e i loro diritti”.

Non crediamo sia difficile per nessuno comprendere il nostro sgomento nel dover constatare la profonda discrasia tra ciò che viene detto e ciò che viene fatto. La futura classe III B sarebbe stata, probabilmente, una delle poche in provincia con un numero di studenti “a norma” rispetto all’emergenza sanitaria: 14 studenti. Se i ragazzi e le ragazze saranno distribuiti tra le altre classi terze, il Liceo G. Galilei di Siena si ritroverà con classi con un numero molto alto di studenti che, senza i tagli, non ci sarebbero state e che saranno di difficile gestione per i problemi infrastrutturali che l’Istituto vive e denuncia da anni. Il problema delle classi pollaio, dunque, non solo non viene risolto ma, anzi, lo si crea ad arte là grazie all’intervento delle Istituzioni. Ma l’elemento che, forse, ci lascia maggiormente sgomenti è l’assoluta mancanza di attenzione verso i diritti dei nostri ragazzi.

Dov’è finito, per esempio, il loro diritto a vedere rispettate le proprie scelte, proseguendo gli studi liceali secondo il piano orario distribuito su cinque giorni e non su sei, dato che la futura classe III B sarebbe l’unica a seguire il piano orario che prevede il sabato a casa.

Dov’è finito il loro diritto a mantenere la continuità didattica con i propri insegnanti? Al rientro a settembre, dopo questo secondo quadrimestre di didattica a distanza ci sarà sicuramente bisogno, come anche la Ministra ha affermato più volte, di fare un recupero degli apprendimenti: i nostri ragazzi dovranno affrontarlo con insegnanti che non conoscono, che hanno sì seguito lo stesso programma ma, certamente, con ritmi e un metodo diversi.

Ma, soprattutto, dov’è finito il loro diritto alla serenità? Sono mesi che i nostri ragazzi non si vedono, se non all’interno di spazi virtuali, e che non vedono l’ora che arrivi settembre per potersi ritrovare e tornare a vivere tutti/e insieme la scuola, quella vera, in presenza.

Noi non siamo riusciti a trovare delle risposte a queste domande e a spiegare ai nostri figli il perché della scelta di sopprimere la loro classe e per questo abbiamo chiesto un incontro al Dirigente dell’USP di Siena, il dott. Curtolo che non ci è stato ancora accordato. Crediamo che i nostri figli meritino almeno il rispetto di ricevere delle risposte, fermo restando il nostro e il loro obiettivo di avere una classe III B per l’anno scolastico 2020/21.

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