Palio

“So già come sarà il mio drappellone e sono fiero di realizzarlo”

Ha già in mente come sarà il suo Drappellone. Francesco Mori lo ha immaginato appena gli hanno comunicato che è risultato il vincitore del concorso per il pittore del Palio di Luglio. Ha già immaginato la sua Madonna di Provenzano che conosce bene per gli studi fatti ma ha un’idea anche dell’impostazione del Cencio. Ai microfoni di Antenna Radio Esse l’artista ha esternato tutta la gioia per l’incarico ricevuto: “Contento è dire poco, sono orgoglioso, fiero. Il risultato ha sorpreso anche me, credo che la cura che ho messo nel realizzare il bozzetto, cercando di eseguire con la stessa qualità pittorica che sarà nel drappellone anche gli elementi più piccoli, ha catturato la fiducia della commissione”. Nell’intervista radiofonica Francesco Mori ha presentato anche la sua arte. “I miei esordi pubblici di artista sono legati alla realizzazione di una vetrata, la riproduzione del loculo di Duccio che sta nell’abside del Duomo di Siene  a da allora le commissioni di pittura su vetro si sono moltiplicate. Vittorio Sgarbi mi chiamò per le finestre del Duomo di Orvieto che ho fatto completamente, ho lavorato nella cattedrale di Grosseto ed in alcune chiese fiorentine. Contemporaneamente al vetro sono cultore di altre tecniche come la calligrafia, la miniatura storica, la pittura su tela, su tavola, il disegno e l’incisione. Io mi rifaccio ad un tipo di pittura naturalistica, oserei dire tradizionale. E poi sono innamorato dell’arte senese, perchè sono anche uno storico dell’arte,  ho fatto il dottorato di ricerca all’Università di Siena con il professor Bellosi, grande studioso che fu coinvolto nella bellissima mostra di Duccio del 2003/2004”. Sul drappellone Mori ha già le idee chiare, la Madonna di Provenzano sarà uno dei fulcri. “Penso di aver rispettato l’iconografia, anche se con qualche licenza poetica per adattare questa icona alla mia arte”. E sulla realizzazione ha aggiunto: “Si tratterà di trasporre in grande quello che ho fatto sul bozzetto, che è molto dettagliato e spero soprattutto che piaccia ai senesi, che ci si riconoscano, che trasmetta un messaggio di serenità e speranza, la bellezza di una Siena antica, eterna, quella tradizionale che tutti abbiamo nel cuore”.

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