Sinalunga: prosegue il presidio alla Nuova Rocchi
27 Lug, 2017
striscione nuova rocchi

Prosegue il presidio dei lavoratori davanti ai cancelli della Nuova Rocchi di Sinalunga. La FIOM CGIL Valdichiana Senese annuncia: “Abbiamo registrato varie presenze e messaggi di solidarietà, ma l’Azienda è ancora assente. Si fa sempre più forte il sentore di una vera e propria serrata, con i legali valuteremo se intervenire anche in tal senso. E’ opportuno che le istituzioni, in primis la Regione Toscana, riconvochino le parti”. Il sindacato prosegue “la Nuova Rocchi non è e non può essere chiusa in quanto ad oggi non ha aperto alcuna procedura in proposito. E’ utile inoltre ricordare che nelle ultime settimane antecedenti la fine della cassa integrazione ordinaria (che per natura ha l’obbligo di prevedere la ripresa dell’attività lavorativa) alcuni lavoratori sono stati impegnati in azienda e in più cantieri per la consegna di lavori importanti (e che pur cercando di non farsi vedere alcuni soci e impiegati si presentano spesso in azienda, almeno per quanto viene riferito in assemblea da alcuni dipendenti). La condizione attuale, ovvero i cancelli sbarrati e le retribuzioni bloccate, tenendo conto che le ultime consegne dovrebbero aver portato (o portare a breve) liquidità importanti e che in assemblea più lavoratori hanno sostenuto che alcune commesse sono state rifiutate o comunque non avviate, dà sempre di più il senso di una serrata, atta a piegare illegittimamente la volontà delle maestranze, cosa che chiaramente il sindacato non vuole e non può accettare”. 

Nel terzo giorno di presidio dei lavoratori della Nuova Rocchi di Sinalunga, il coordinatore di Art.1 MDP di Siena, Fulvio Mancuso, ha voluto portare di persona la sua solidarietà ai dipendenti dell’azienda manifatturiera presente sul territorio da circa 30 anni. Specializzata in produzione e distribuzione di componenti nel settore della produzione dell’energia elettrica, dopo la fine della cassa integrazione, la proprietà non ha dato risposte alle istanze della Regione Toscana e dei sindacati lasciando di fatto i dipendenti oltre i cancelli sbarrati senza una spiegazione e una prospettiva occupazionale. «E’ una situazione veramente complessa quella nella quale si trovano i lavoratori della Nuova Rocchi  che, senza stipendio e senza lavoro, non riescono a interloquire con una proprietà che fino ad oggi non ha manifestato alcuna intenzione di affrontare questa delicata fase – ha dichiarato Mancuso. Ai lavoratori va tutta la mia solidarietà e sostegno affinché si possa al più presto trovare una soluzione concreta e rapida in termini di ammortizzatori sociali, almeno in un primo tempo, e di prospettiva a lungo termine per maestranze di grande professionalità che si possono mettere a disposizione di una nuova esperienza imprenditoriale, qualora si presentasse l’occasione di una ripresa delle attività». Ad oggi, sono 30, tra dipendenti e soci, i lavoratori della Nuova Rocchi che negli ultimi anni hanno realizzato cabine di trasformazione e sezionatori elettrici: le prime destinate a lottizzazioni, fotovoltaico, prevalentemente per committenti privati, i secondi rivolti alle linee di tensione per enti elettrici e ferrovie. 

mancuso nuova rocchi«Stiamo parlando di un’azienda operante nel campo delle energie rinnovabili e di operai che meritano di trovare una soluzione all’attuale impasse nella quale sono stati messi – continua Mancuso. La manifattura italiana è un’eccellenza nel mondo e va tutelata con politiche industriali strutturali ma anche con il supporto delle istituzioni locali. Mi auguro che questa situazione si concluda quanto prima nel migliore dei modi. Troppi sono i lavoratori in cassa integrazione o addirittura licenziati a causa della crisi economica. In attesa che la questione si chiarisca, ribadisco la mia solidarietà a chi in poche ore è passato dalla speranza di poter tornare a lavoro, alla preoccupazione di dover pensare a come portare avanti la propria famiglia. Farò tutto ciò che potrò per dare un contributo alla risoluzione di questa vicenda».