Siena scopre il tchoukball grazie a Primo Salto
6 Apr, 2016
tchoukball

Sabato 2 aprile Siena ha ospitato per la prima volta una partita del campionato di serie B tra le formazioni degli Wallers Empoli e Perugia.
Ad ospitare l’evento è stata l’Associazione Primo Salto 012 che ha messo a disposizione la Palestra Alfieri per lo svolgimento degli incontri.
“Tutto nasce dal forte legame di amicizia e collaborazione che ci lega con il gruppo di Empoli – dichiara Claudio Doretti, Presidente di Primo Salto 012 – con loro abbiamo da anni cominciato un percorso di formazione dei nostri istruttori per permetterci di proporre anche ai bambini di Siena uno sport con valori unici che sta sempre più prendendo piede in Italia. E’ stato un gran piacere conoscere anche la realtà di Perugia, giovane e dinamica con la quale abbiamo subito trovato un gran feeling.”
Nel corso del pomeriggio si sono svolte due partite intervallate da un incontro tra le giovanili di Empoli e Perugia e con il coinvolgimento anche dei ragazzi di Primo Salto.
Ma cos’è il tchoukball? Si tratta di un gioco dalle caratteristiche uniche che unisce divertimento, accessibilità, versatilità, alto contenuto educativo e divertimento. Il suo ambito privilegiato è la scuola ed è proprio qui che potrebbero nascere i nuovo campioni di questa giovane disciplina. Grazie ai contenuti nella sua carta etica il Tchoukball è stato definito dall’ONU lo sport della pace e del fair play . Il Tchoukball fu inventato dal dottore sportivo svizzero Hermann Brandt; che dopo aver studiato e codificato sport esistenti come il tennis e la pallavolo, ricavò l’idea che un giocatore libero da interferenze esterne può compiere il proprio miglior gesto tecnico possibile; per questo iniziò a pensare ad uno sport di squadra in cui non è permesso il contatto fisico tra i giocatori.
Una filosofia esemplare che proibisce ogni gesto di aggressione e d’ostruzionismo verso la squadra avversaria, giocare diventa “giocare con l’altro” e non “giocare contro l’altro”. Vincere è “giocare meglio dell’altro” e non “distruggere il gioco dell’altro”