Un intervento tempestivo dei Carabinieri della Compagnia di Siena ha messo fine a mesi di angoscia per una giovane studentessa universitaria, culminati nel primo pomeriggio di ieri con l’arresto in flagranza di reato. L’uomo, un cittadino straniero di vent’anni, è ritenuto il presunto responsabile di atti persecutori (art. 612 bis c.p.). Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica locale, hanno portato alla luce una spirale di molestie iniziata a fine gennaio.
I primi approcci indesiderati, fatti di pedinamenti e sguardi insistenti nei locali del centro storico, sono progressivamente degenerati tra marzo e aprile in veri e propri approcci fisici, che in un’occasione hanno costretto la giovane a rifugiarsi in un esercizio commerciale per chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Vista la gravità della situazione, l’11 maggio scorso è scattato per il giovane un formale provvedimento di Ammonimento emesso dal Questore di Siena.
Tuttavia, il soggetto nei giorni scorsi seguiva nuovamente la vittima in un noto negozio di questo centro arrivando a infilarle furtivamente nella borsa un biglietto manoscritto con esplicite richieste di contatto, pertanto, a seguito di denuncia i Carabinieri attivavano immediatamente le procedure d’urgenza del “Codice Rosso”. Infine, per proteggere l’incolumità della studentessa veniva predisposto nei suoi confronti un discreto dispositivo di osservazione.
Al verificarsi di successivo episodio, presumibilmente persecutorio, nei confronti della giovane, congiuntamente intervenivano i Carabinieri della Stazione di Siena Centro e della Sezione Radiomobile i quali procedevano immediatamente all’arresto del soggetto che veniva condotto presso la Casa Circondariale di Siena e posto disposizione della Procura della Repubblica di Siena.
In data odierna, il G.I.P. presso il Tribunale di Siena, a seguito di precipua udienza, convalidava l’arresto e disponeva la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con dispositivo di controllo a distanza (braccialetto elettronico).
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli indagati, la cui posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria, non possono essere considerati colpevoli fino alla eventuale pronuncia di una sentenza di condanna definitiva.











