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Siena, da inizio anno quasi 3.000 infortuni sul lavoro e un decesso

Dal primo gennaio ad oggi gli infortuni sul lavoro in provincia di Siena sono stati 2892, uno di questi mortale con un +22% rispetto al 2021 in cui furono complessivamente 3422, 2 quelli mortali. E’ quanto emerge dall’assemblea pubblica organizzata da Cisl con Cgil e Uil e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza che si è svolto nell’Auditorium della Cassa Edile di Siena.

“Senza sicurezza – sottolinea il segretario generale della Cisl Riccardo Pucci – non c’è lavoro. Ogni morto sul lavoro è una ferita per la nostra democrazia. Ciò che occorre è porre l’attenzione sulla conoscenza dei rischi perché accresce la cultura lavorativa e la dignità delle persone”.

In Italia l’Inail ha registrato, nei primi otto mesi dell’anno, oltre 600 morti bianche, una media di tre al giorno. Sempre secondo Inail sono 500mila le denunce di infortuni e si registra una crescita dell’8% per quelle legate alle malattie professionali.

“Occorre migliorare – continua Pucci – il coordinamento tra tutti gli enti e potenziare ulteriormente le assunzioni di ispettori e medici del lavoro perché questa battaglia non si vince senza un adeguato personale. Serve, inoltre, una maggiore responsabilità di impresa istituendo una patente a punti per qualificare le imprese virtuose e fare grandi investimenti sulla prevenzione”.

Secondo la Cisl Siena occorre un salto culturale con il tema della sicurezza che deve diventare materia di disciplina scolastica, dando ai giovani gli strumenti per conoscere e tutelarsi nel loro futuro mondo lavorativo. Occorre puntare sull’alternanza scuola-lavoro ma rivedendola per migliorarla e renderla sicura.

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