Scoperti per caso dei finti marmi risalenti alla fine del ‘600 in S. Domenico
18 Gen, 2017
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Qualche goccia di pioggia di troppo permette di svelare le bellezze del passato. Padre Alfredo Scarciglia, intervistato da Antenna Radio Esse, ha raccontato entusiasta del fortuito ritrovamento nella basilica di San Domenico. Le infiltrazioni dal tetto causate dalle copiose piogge hanno riportato alla luce il lavoro di Giacomo Franchini, artista conosciuto in città e attivo tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, prima con l’individuazione di sfumature colorate, poi comprovate dall’indagine approfondita dagli esperti.
L’opera d’arte era stata celata a lungo: «nei secoli passati era stata ricoperta, come si usava fare ai tempi, con una mano di colore neutro» spiega Padre Alfredo Scarciglia.
I festeggiamenti per gli 800 anni di attività dell’Ordine Domenicano sono andati a coincidere con un progetto di restauro e di ripristino dei finti marmi situati nella cappella ad opera dei senesi Giovanni Salto e Leonardo Belllucci, che daranno così rinnovato prestigio e valore sia alla stessa cappella che alla Maestà di Guido da Siena. «Siamo agli ultimi colpi, ancora non è visitabile ma abbiamo voluto dare questa bella notizia alla città, a cui noi dominicani siamo grati per aver dato i natali alla sua figlia più illustre, Santa Caterina», continua Padre Alfredo.
Il parroco ricorda inoltre che con le giornate di venerdì e sabato si concluderà il giubileo dell’Ordine e invita tutta la comunità a partecipare alle celebrazioni solenni. Nel venerdì saranno infatti portate nella basilica dalle 17 alle 18 le sacre particole conservate in San Francesco per l’adorazione da parte dei fedeli. A seguire la messa con il contributo dei Madrigalisti senesi.