Scaramelli: “Valentini faccia il sindaco, si occupi della città e non della banca”
13 Gen, 2016
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Il crollo in borsa del titolo Mps fa tremare Siena che nonostante non sia più la “proprietaria” della banca senese ne detiene ancora uno scampolo di azioni tramite la Fondazione e rimane comunque legata dal cordone ombelicale a Rocca Salimbeni. Lo spettro di un nuovo aumento di capitale fa paura, e se Valentini chiede un aiuto dal Governo e riceve il no secco di Renzi, il consigliere regionale Scaramelli ricorda di essere sempre stato contrario agli aumenti, invita il sindaco a pensare alla città invece che alla banca, immagina un Monte dei Paschi regionale e soprattutto una Fondazione con un management tutto senese. Lo ha detto nell’intervista di stamani ad Antenna Radio Esse.
“Il sindaco Valentini doveva stare zitto, non può dire certe cose in un momento così delicato, soprattutto perchè quando c’era da opporsi agli aumenti di capitale lui e gli altri politici non hanno detto niente. Solo io ero contrario e dissi che la banca andava commissariata. Dissero che non avevo titolo di parlare perchè ero il sindaco di Chiusi, ora come consigliere regionale credo di poter esprimere la mia opinione… La Fondazione ha dilapidato un patrimonio per andare a ricercare un potere di governo che poi di fatto esprime una governance che non risponde neanche alla città. E’ di questo che Valentini deve rispondere. I danni maggiori sono stati compiuti dal 2011 in poi sostenuti dal comune di Siena e le gestioni successive hanno continuato a sbagliare assecondando gli aumenti di capitale. Il comune di Siena sotto la guida di Valentini ha proseguito negli errori negli indirizzi che ha dato alla Fondazione, perchè è andata a bruciare le risorse.
La Fondazione dovrebbe essere invece il motore dello sviluppo di Siena, soprattutto gestita da persone del territorio invece che da management che non conoscono la nostra storia, e invece di bruciare sul mercato soldi per partecipare agli aumenti di capitale dovrebbe produrre occasioni di lavoro e sviluppo del territorio.
Così come la banca Mps dovrebbe avere un respiro regionale. Lo dissi lo scorso anno, in tempi non sospetti. La banca non ce la faceva ad avere quella dimensione, erano stati fatti errori troppo gravi, bisognava provare ad avere una banca di carattere regionale, con un governo locale che rimaneva a Siena, che si ridimensionava ma che ripartiva dalla sua storia. Questo capitolo per me è ancora aperto, ma serve libertà mentale, non demagogia, serve che le istituzioni senesi in grado di assumersi queste responsabilità. Oggi, per il ruolo che i cittadini senesi mi hanno assegnato, sento di rivolgere un monito alla forte città, di riscattare il proprio orgoglio. E’ qui che bisogna fare le barricate, non sul nulla, e lo dirò anche al segretario del Pd Masi: su questo non dice niente? La politica cittadina deve avere il coraggio di dire la verità su questa storia. Il sindaco faccia il sindaco, già mi sembra abbia altre difficoltà. Si occupi della città e non si occupi di banca, perchè altrimenti fa gli errori che ha commesso il suo predecessore, tant’è che io vedo una continutità clamorosa, che è quello che la città non voleva più. Più volte ho detto che era necessario cambiare passo, lo dico ancora più forte perchè l’uscita di ieri mi ha ferito fortemente”.