Saldi estivi: prezzi gonfiati prima degli sconti, multa per un negozio di abbigliamento di Poggibonsi
7 Ago, 2019
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Sono 160 gli esercizi commerciali attenzionati quest’anno dalle Fiamme Gialle in tutta la provincia senese per verificare la corretta esposizione dei prezzi ed il rispetto della normativa nazionale e regionale in materia di commercio e vendite promozionali. 

Tali interventi si vanno ad inserire nell’ambito dell’attuazione del più ampio progetto di controllo economico del territorio intensificato dal Corpo nella stagione estiva su tutti i fronti istituzionali.
Nel corso dell’ultimo dei controlli eseguiti i finanzieri hanno riscontrato irregolarità nei confronti di un negozio di abbigliamento di Poggibonsi che, anziché ribassare i prezzi, li aveva aumentati riportando sul cartellino di vendita una cifra iniziale nettamente gonfiata rispetto a quella reale: è il raggiro che più di sovente viene attuato dai commercianti poco corretti che, per attirare il cliente, accrescono il valore originario del prezzo facendogli credere di fruire di uno sconto maggiore rispetto a quello in realtà effettuato.
Gli interventi della Guardia di Finanza sono iniziati qualche settimana prima dell’avvio dei saldi, attraverso mirate verifiche dei prezzi di vendita esposti sui beni di largo consumo, praticati in condizioni di normalità economica, anche attraverso la rilevazione fotografica dei valori riportati sia sui prodotti esposti in vetrina sia su quelli all’interno dei locali stessi. In tal modo è possibile, in occasione del periodo dei saldi, confrontare il prezzo iscritto sui cartellini e posto a base di partenza dello sconto.
La possibilità di risparmiare sensibilmente sull’acquisto dei capi d’abbigliamento rappresenta una prospettiva allettante, soprattutto per le famiglie sempre più attente al proprio bilancio familiare. Purtroppo, tale momento rappresenta anche l’occasione per qualche operatore senza scrupoli di realizzare affari indebiti falsando le regole del mercato.
Per la violazione contestata il trasgressore di turno dovrà ora pagare una sanzione amministrativa che va da un minimo di 500 fino ad un massimo di 3000 euro, somma che verrà versata nelle casse del Comune.
Lo stratagemma dei “finti saldi”, oltre ad ingannare la buona fede del consumatore, comporta una distorsione del mercato e della libera concorrenza in danno dei tanti esercenti che operano nel pieno rispetto delle regole e della loro clientela. Per questa ragione i controlli del Corpo proseguiranno per tutto il periodo dei saldi, a tutela dei cittadini e dei tanti commercianti onesti.