Saldi estivi domani al via anche a Siena
30 Giu, 2017
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“Se l’estate inizia il 21 giugno e i saldi di fine estate iniziano il primo luglio, è abbastanza evidente che c’è qualcosa che torna. Un’apertura così anticipata alla fine è controproducente per tutti: sia per chi compra che per chi vende, e magari ne risente anche la trasparenza sul prezzo”. Così Andrea Leonardi, coordinatore di Confesercenti Moda per Siena e provincia anticipa il sentore diffuso tra i commercianti del settore, a pochi giorni dal via per le seconda ‘svendite’ 2017. Dopo quelli invernali, partono infatti in tutta la regione sabato 1 luglio i saldi estivi, che proseguiranno per 60 giorni. E di riflesso riparte la querelle sulla data di inizio, sulla durata e sulla normativa che ne regola il funzionamento.

Per le vendite estive di fine stagione in Toscana si prospetta una buona partenza, soprattutto nelle città d’arte e lungo la zona costiera grazie alle presenze turistiche (sia italiane che straniere) e alle temperature elevate che spingono i consumi. Un inizio più “regolare” si preannuncia nei centri a minor impatto turistico, dove l’arrivo anticipato del caldo ha portato i consumatori ad acquistare, già da tempo, i capi estivi. Abiti, t-shirt, sandali e costumi tra gli articoli che dovrebbero andare sold out fin dai primi momenti, grazie al proseguimento delle temperature tropicali.

“Cambiamento degli stili di vita, crescita di forme alternative al commercio tradizionale influenzano l’andamento delle vendite. Ed è proprio in virtù di questo che dobbiamo rivedere la normativa che regola i saldi di fine stagione; è necessario lavorare per una data di inizio uguale in tutta Italia e una durata limitata a 30 giorni. – afferma Nico Gronchi, Presidente Confesercenti Toscana – Sarà, poi, fondamentale una discussione su natura e modalità delle vendite promozionali: controlli più ferrei e maggiore trasparenza nei rapporti con l’utente finale risultano tra le esigenze più sentite”.

“Per quanto riguarda i saldi estivi sarebbe auspicabile spostare in avanti, di qualche settimana, la data di inizio; in modo che sia più lontana dall’avvio dell’estate (21 giugno). – continua Gronchi – Anche per quanto concerne le vendite invernali di fine stagione, sarebbe auspicabile uno spostamento in avanti della data di inizio; questo per non influenzare in maniera negativa i fatturati del periodo natalizio”.

“E’ necessario un cambiamento. Si chiamano vendite di fine stagione, è, perciò, doveroso che la data di partenza sia a fine stagione e non nei primi giorni dall’inizio. – conclude Gronchi – Durata limitata, chiarezza e trasparenza delle modalità di svolgimento sono i punti da cui partire per avviare un necessario percorso di cambiamento, che è nell’interesse di tutti: imprese e consumatori”.