Riuscire a determinare oggi il numero esatto di podcast esistenti in Italia è difficile, e in effetti non c’è un database che li registri tutti; tuttavia a partire dalle ultime analisi di mercato, le stime sono molto positive con dati che sottolineano una crescita continua.
A fine settembre 2025, il numero totale di podcast italiani attivi – cioè che hanno avuto un effettivo sviluppo e sono distribuiti su varie piattaforme – sembra attestarsi intorno alle 19.000 unità.
Un mercato che cresce quindi, e che soprattutto vede un numero via via significativo di ascoltatori. Basi pensare che nel 2025 i fruitori di podcast (io ne faccio parte attivamente!) sono diventanti 18 milioni, di cui 15,5 milioni ne scelgono almeno uno una volta al mese.
Insomma il formato è tra i più popolari e di successo in Italia, nonostante periodi più “fiacchi” e con crescite intermittenti.
Probabilmente non esiste un unico motivo per il boom raggiunto da questa forma originale di fruizione culturale e di intrattenimento. Per quanto mi riguarda, il suo appeal si basa su due concetti: la grande differenziazione dell’offerta e l’ottimizzazione dei tempi morti (dei miei, s’intende!).
In pratica studio, mi informo o mi diverto ascoltando i miei podcast preferiti mentre sono costretta
ad azioni di routine in cui la mente è libera di fare ben altro rispetto a un agire automatico: pulizie
invernali non vi temo!
Come si fa a decidere quale podcast ascoltare?
Per chi non ne avesse idea, può iniziare facendo delle ricerche a tema o per autore/autrice, magari perché ha a cuore un argomento o vuole approfondire una materia più di altre. Può decidere di seguire la top ten italiana o internazionale dei più seguiti oppure altre classifiche: ce ne sono tantissime.
Per la Rubrica Leggerissima, ecco alcuni podcast a mio avviso divertenti e stimolanti che si possono inserire nella macro categoria cultura.
Inizio con due lavori molto originali di Claudio Morici, dello scrittore e attore: “La malattia dell’ostrica”, un lavoro arricchito anche di interviste a psicoterapeuti e psicoterapeute, in cui l’autore racconta storie di grandi scrittori e scrittrici, e di quanto la letteratura sia stata per loro uno straordinario strumento di sopravvivenza. Il podcast coprodotto da Fandango Podcast e Teatro Metastasio di Prato è diventato anche un libro e uno spettacolo teatrale.
E “Vagabondi delle stelle”, dieci episodi geniali e intensi sulle crisi mistiche di chi ha cambiato l’arte, la filosofia, la scienza, realizzato da Gate, il portale dell’Unione Buddhista Italiana, in collaborazione con Fandango Podcast.
Le storie sono strumenti potenti, a volte ti spiazzano e ti portano dove non avresti pensato di andare. Spostano i confini. Spalancano mondi. Parlano della realtà, attraverso mostri, cyborg e alieni, veri eredi dell’umano: questo è invece l’intro del podcast “La mano sinistra – Storie fantastiche”, il suggestivo progetto della critica e saggista Giuliana Misserville. Il titolo è ispirato a Ursula K. Le Guin, regista della Speculative Fiction. Il podcast esplora tantissimi generi, se proprio vogliamo etichettarli in qualche modo, e tematiche davvero interessanti con uno sguardo attento alla produzione femminile e alla letteratura Queer.
Come non suggerire i tre podcast dello scrittore e traduttore Paolo Nori? “Paolo Nori legge”, “Due volte che sono morto” e “A cosa servono i russi” sono disponibili su diverse piattaforme e sono una sorpresa. Perché consiglio Paolo Nori? Intanto per il suo modo di raccontare (e di scrivere), davvero unico e magnetico, e sicuramente per sapere qualcosa in più sulla letteratura russa e sull’impatto che potrebbe avere sulla nostra vita.
Infine il podcast “Tiresia”, prodotto da Emons Edizioni, che esplora la letteratura queer a partire dalla figura mitologica dell’indovino Tiresia. Reso cieco dagli dei, Tiresia è noto per aver vissuto sia come uomo sia come donna. A guidarci nelle otto puntate dedicate ad altrettanto figure, Silvia Pellizzari, autrice per minima&moralia e il Saggiatore che con la sua splendida voce racconta le biografie e le opere di: Christopher Isherwood, Jeanette Winterson, Sarah Waters, Pedro Lemebel, Carmen Maria Machado, Violette Leduc, Edouard Louis e Pier Vittorio Tondelli.
Simona Merlo
@smwriter su Instragram











