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Rubrica Leggerissima: “Promises”, dentro una spirale di amore e di rimpianti

L’ho sempre pensato: il tempismo in amore è tutto. Quanti di voi si sono pentiti di aver rivelato troppo tardi (o troppo presto) la propria passione bruciante, quella che inganna la forza trascinante del tempo? Quella che gli occhi non riescono a nascondere? Che trasforma il desiderio di contatto in necessità?

“Promises”, l’ultimo film della scrittrice, sceneggiatrice e regista francese di origine tunisina Amanda Sthers (che ha diretto tra gli altri “Holy Lands” con Jonathan Rhys Meyers, Rosanna Arquette e James Caan; e Madame, dramma romantico interpretato da Toni Collette, Harvey Keitel e Rossy de Palma) – la quale porta sul grande schermo il suo omonimo romanzo “Promesse” edito in Italia da Rizzoli (2015) – scatena un subbuglio di emozioni: è una pellicola fin troppo vera.

Chi sceglie questo film, comprende da subito che niente, nemmeno l’amore, cammina in linea retta: il “viaggio” ha un percorso a spirale.

Lo raccontano i libri, strumenti fondamentali di questo film (il protagonista è un venditore di volumi rari, colto, affascinante dall’aria bohémien); i drammi, le violenze, gli intrecci, le emozioni soffocate che invece si vorrebbero urlare. Lo raccontano gli sguardi degli amanti, nel nostro caso di Pierfrancesco Favino (che interpreta il ruolo del protagonista Alexander) e di Kelly Reilly (Laura) che, a detta della stessa regista, insieme: “rappresentano la quintessenza della coppia cinematografica, portando la storia in una dimensione senza tempo”.

“Promises” è poetico e triste insieme, e nonostante ciò cattura l’attenzione del pubblico e la conduce via verso la speranza che almeno lì, tra i dialoghi e dentro le intime scelte narrative della regista, le cose non siano così drammaticamente reali…

Il cast è davvero degno di nota – Jean Reno, Cara Theobold, Kris Marshall, Deepak Verma – e riesce a controbilanciare i salti nel tempo, quelli troppo lunghi, del protagonista; ricordiamo il nonno (Jean Reno) e i due amici d’infanzia: personaggi che regalano quindi equilibrio ai tanti elementi (i più critici dicono fin troppi) che rimangono in sospeso o di cui si potrebbe fare a meno.

Ma al di là della mancanza di prevedibilità e di parti un po’ troppo buie, la bellezza di “Promises” si nasconde proprio in quel non detto, in quell’amore che diventa eternità.

La trama originale sintetizza infatti: “Quando arriva il grande amore travolge tutto quello che incontra. Alexander è un uomo con un’infanzia difficile alle spalle, finalmente felice con sua moglie e la loro bambina. Laura è una gallerista d’arte in procinto di sposarsi. Quando si incontrano a una festa capiscono al primo sguardo che non avranno scampo. Ma la vita sembra avere altri piani per loro. Tra scelte che non riusciranno a compiere e un destino ripetutamente beffardo, attraverseranno tutta la loro esistenza tormentati da un sentimento che li divora. Perché un amore mai vissuto è un amore che non potrà mai morire”.


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