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Rubrica Leggerissima: La serie TV Atypical contro gli stereotipi dell’autismo

Qual è secondo voi il ruolo di una serie televisiva? Intrattenere, certo. Emozionare, raccontare, parlare di argomenti spinosi, sradicare tabù, regalare leggerezza. Mostrare la vita, anche quella più dura o strana o semplicemente diversa; anche quella di Sam Gardner, adolescente con disturbi dello spettro autistico, protagonista di Atypical, tv series statunitense di 38 episodi creata dalla scrittrice, produttrice televisiva e showrunner Robia Rashid, diretta da Seth Gordon per Netflix, e distribuita dal 2017 al 2021.

Il concetto fondamentale al centro delle quattro stagioni è la “paura di crescere”, non solo quella che prova Sam, anche per la sua specifica percezione del mondo, ma della sorella di poco più piccola Casey, e di tutti i personaggi, fissi o occasionali, che si trovano ad affrontare i cambiamenti tipici dei 16 e dei 18 anni: perché in fondo scegliere è spaventoso.

Nel corso del tempo, e quindi degli episodi, la famiglia di Sam si divide e si ricompatta, affronta tradimenti, angosce personali, dubbi su chi è giusto amare o su che cosa sia davvero l’amore.

I dialoghi sono esilaranti e il cast ha un equilibrio perfetto: Doug (interpretato da Michael Rapaport) è il padre che scopre il rapporto con il figlio mentre ritrova se stesso; Elsa (Jennifer Jason Leigh), la madre apprensiva, si perde e si ritrova anche lei nel “viaggio verso la sua famiglia” schiacciata dal ruolo di “protettrice” destinato a essere via via sempre più sbiadito; Casey (Brigette Lundy-Paine) forte, atletica, ironica, su cui compagne e familiari si appoggiano sarà lei a crollare a un certo punto, a non sapere più che cosa desidera; infine Sam (Keir Gilchrist) innamorato dei pinguini e dell’Antartide, da tutti considerato “atipico” e distaccato, ma molto più attento e sensibile di quello che si crede, alla ricerca di una dimensione indipendente nella vita privata e all’università.

I monologhi del protagonista, spesso in apertura di puntata, sono molto ricercati così come le metafore, tratte dal mondo animale, con cui viene descritta la quotidianità della famiglia Gardner. Perché quello che Atypical racconta in effetti è il dramma, inteso come rappresentazione, delle piccole cose di ogni giorno.

Infine alcune delle scene più riuscite, a mio avviso davvero esilaranti, sono quelle in cui Sam parla con Zahid (Nik Dodani) collega e amico del cuore, molto sopra le righe sia per i consigli che dispensa che per le battute a dir poco bizzarre.

A cura di Simona Merlo

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