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Rubrica Leggerissima: Free Guy – azione, ironia e alcune sorprese interessanti

Shawn Levy, regista, attore e produttore cinematografico canadese, di cui avrete visto almeno uno dei tre “Una notte al museo” con Ben Stiller, è anche regista e produttore di Free Guy (in italiano Free Guy – Eroe per gioco), un film divertente e “ammiccante” che propone una terza via dopo “The Truman Show” del 1998 diretto da Peter Weir, su soggetto di Andrew Niccol, e interpretato da Jim Carrey; e “Ready Player”, adattamento cinematografico del romanzo “Player One” del 2010 scritto da Ernest Cline, anche co-sceneggiatore del film di fantascienza distopico diretto da Steven Spielberg nel 2018.

La nuova pellicola di Levy, una vera gioia per gli appassionati del genere specie per le continue citazioni da cultura nerd, sfrutta la “realtà” dei videogame per sottolineare, al contrario, quanto siano importanti la normalità e la semplice espressione di sé per non venire fagocitati dall’inesorabile egocentrismo del mondo di oggi, virtuale e non.

La vita è straordinaria a prescindere, ne fai ciò che desideri perché tua, ed è ciò di cui Guy, il protagonista interpretato da Ryan Reynolds (“Deadpool”), prende a poco a poco coscienza: l’unicità è la parte più importante di ogni individuo anche se non… “sei vero”!

Guy è una “persona” pacifica che ogni giorno fa e dice sempre le stesse cose immersa in una realtà violenta dove gli altri corrono come matti, sparano, si ammazzano, mentre lui subisce il suo mondo da bravo personaggio “passivo” di Free City. La sua vita, infatti, fa parte di un videogioco open world nel quale i giocatori hanno piena libertà di azione e distruggono e uccidono ciò che vogliono, mentre lui e gli altri personaggi digitali NPC (i personaggi non giocabili) sono costretti a muoversi dentro un loop eterno.

Può un personaggio di un videogioco prendere coscienza di sé e desiderare che la sua realtà sia diversa? Può sorprendersi, incuriosirsi, innamorarsi? Le risposte le avevano già pensate e realizzate i due appassionati programmatori di Free City: Milly (Jodie Comer; se non la conoscete, andate a rimirarne la bravura in “Killing Eve”) e Keys (Joe Keery, protagonista di un’altra serie cult di Netflix: “Stranger Things”). La loro idea iniziale, del tutto stravolta e trasformata dall’avido di turno, è al centro della missione del regista, funge da fil rouge: indirizzarci verso un percorso di salvezza digitale, senza violenza, fatto di cose normali, forse anche un po’ banali, ma per le quali vale la pena di emozionarsi.

Alcune curiosità su Free Guy

L’attore protagonista Ryan Reynolds è anche uno dei produttori.

In una scena del film, c’è un supereroe Marvel, breve cameo di cui però non vi svelo altro.

Il film sarebbe dovuto uscire a luglio del 2020, ma a causa della pandemia è stato posticipato per ben due volte.

“Fantasy” di Mariah Carey, canzone al centro di dinamiche fondamentali e anche molto divertenti del film, ha avuto il via libera direttamente dalla cantante a Ryan Reynolds.

Infine Reynolds e Taika Waititi, Guy e Antwan in Free Guy, hanno realizzato un reaction video del trailer del film, vestendo i panni di Deadpool e Korg.


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