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Rubrica Leggerissima: “Due serie, un film e tre libri perfetti per l’estate”

È estate, la stagione della frutta fresca, del gelato, dei bagni al mare o in piscina, delle passeggiate ad alta quota al riparo dal caldo asfissiante.
Sinonimo di luce e di attività all’aperto, la bella stagione invita anche a prendersi degli spazi totalmente intimi, reinterpretati secondo il proprio personale concetto di relax.

Seguendo il moto ondulatorio del dolce far niente, magari distese su un’amaca o coricate su un dondolo, molte persone leggono, guardano serie tv e film, si dedicano alla musica o ai cruciverba.

Se, come me, vi ricaricate staccando il cervello da qualunque pensiero terreno che vi riguardi, ci sono alcune storie che potrebbero fare al caso vostro. Sono racconti nati dalla penna di scrittori, poi trasformati in immagini.

Naturalmente la fruizione di questi lavori non ha un ordine predeterminato: in alcuni casi ho prima letto i libri, in altri ho visto la serie. Scelte determinate dalla casualità delle singole scoperte, devo ammettere tutte molto fortunate.
Inizio da Dept Q, in italiano Dept Q – Sezione casi irrisolti, la serie di cui a fine giugno ho apprezzato protagonisti e “accenti”, se vi piace la versione in lingua originale, ambientata a Edimburgo. Nove puntate, al momento c’è soltanto la prima stagione, dirette da Scott Frank con Matthew Goode nel ruolo del detective ispettore capo Carl Morck. È una serie tratta dai romanzi dello scrittore danese Jussi Adler-Olsen, pluripremiato e ben noto al pubblico internazionale proprio per i gialli di “Sezione Q” che dovrebbero essere una decina. La trama ruota attorno alla figura di Carl Morck, brillante ma tormentato ispettore capo, il quale viene assegnato al Dipartimento Q, un’unità specializzata nei casi irrisolti.

Il gruppo di collaboratori di Morck è insolito e di grande fascinazione: Akram Salim (Alexej Manvelov) è un ex poliziotto siriano dalle doti incredibili; Rose Dickson (Leah Byrne) è una poliziotta intuitiva e problematica, affetta da DOC e da PTSD in cerca di rivalsa. Infine il detective ispettore James Hardy, ex partner di Morck, rimasto ferito durante una sparatoria (cosa che accade all’inizio della serie), interpretato da Jamie Sives, dal grande temperamento e dalla grande volontà.

Dopo avervi parlato di Dept Q, non posso non fare un salto al 2022 quando una serie televisiva statunitense e britannica mi ha letteralmente stregata! Il merito è dei dialoghi brillanti e ironici dei protagonisti, delle storie di spionaggio davvero intriganti e di un cast assolutamente di rilievo nel quale brillano Jack Lowden, Kristin Scott Thomas, e Gary Oldman, per la prima volta con un ruolo regolare in una serie TV e aggiungo sporco e divertito, oltre che divertente! Sto parlando di Slow Horses, adattamento dei romanzi dello scrittore britannico Mick Herron della serie di libri che ha come protagonista Jackson Lamb (per l’appunto Gary Oldman).

Si tratta di intrighi investigativi incredibili che vi terranno attaccati allo schermo e alle pagine. Al momento è possibile godere di quattro stagioni, ma in previsione ce ne saranno altre due almeno. Due curiosità. La prima: la sigla, Strange Game, è stata scritta per l’occasione da Mick Jagger (che la canta anche: direi proprio bell’inizio!) e Daniel Pemberton. La seconda: il romanzo “Un covo di bastardi”, in inglese “Slow Horses”, cioè il primo della serie, è stato inserito dal quotidiano The Daily Telegraph tra le 20 migliori spy novel di tutti i tempi.

Per ultimo, invece, un film del 2024, diretto da Robert Zemeckis, di cui è anche la sceneggiatura insieme a Eric Roth, che si è ispirato all’omonimo fumetto: Here. Il fumetto risale al 2014 ed è stato realizzato da Richard McGuire. Ma torniamo per un attimo alla pellicola: durante la visione, notiamo subito che lo schermo viene suddiviso in più riquadri, questo perché era necessario presentare simultaneamente eventi appartenenti a diversi periodi storici e rimanere coerenti con le modalità scelte da McGuire. Il cast presenta poi un grande ritorno: Tom Hanks e Robin Wright di nuovo insieme dopo “Forrest Gump”, accompagnati da Paul Bettany e Kelly Reilly; su quasi tutti loro è stato utilizzato il ringiovanimento digitale per necessità narrative. Più della trama, però, sono convita che sia il fumetto che il film attraggano per la loro originalità.

Quando è uscito, a seguito di una lunga gestazione (quasi 25 anni), il fumetto è stato uno degli eventi editoriali del 2014. McGuire, attraverso le sue pagine, aveva scelto di raccontare le vicende accadute in un singolo angolo di una stanza in diversi momenti della Storia, cambiando del tutto le regole di uno storytelling grafico lineare. Per quanto concerne il film, andando al di là della fredda accoglienza della critica, ne consiglio la visione, non foss’altro per la bellezza del racconto storico che, sebbene spesso indirettamente, ci vede comunque coinvolti e, sotto alcuni aspetti, co-protagonisti di come il mondo si presenta oggi.

Simona Merlo
@smwriter su Instragram

 

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