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Rubrica Leggerissima: Da “I diavoli” di Brera, un thriller finanziario in due stagioni davvero fantastico

Guido Maria Brera, dirigente d’azienda e scrittore italiano, è l’ideatore de “I diavoli” (2014) un romanzo dalle tinte autobiografiche che ha come protagonista il finanziere italiano Massimo Ruggero.

Massimo vive a Londra da circa 20 anni e professionalmente “viene cresciuto” da Dominic Morgan, un uomo d’affari senza scrupoli.

Dal libro è stata tratta l’omonima serie tv con Patrick Dempsey nei panni di Dominic e Alessandro Borghi in quelli di Massimo. Realizzata nel 2020 da Sky Original e Lux Vide Spa, lo scrittore appare brevemente nel quinto episodio della prima stagione.

Tra i promotori della fondazione della casa editrice “La nave di Teseo” (con Elisabetta Sgarbi e il compianto Umberto Eco), Brera pubblica altri tre romanzi: “Tutto è in frantumi e danza” sulla globalizzazione, la crisi del 2008, le elezioni americane del 2016 con Edoardo Nesi, scrittore e politico italiano; “Candido” realizzato in collaborazione con il collettivo “I Diavoli” che lui stesso ha fondato, libro che affronta il mondo precario dei rider; e infine “Dimmi cosa vedi tu da lì” in cui si domanda quale prospettiva economica ispirerà la ricostruzione dopo la catastrofe…

Al momento è in onda su Sky Atlantic la seconda stagione che ha come focus il tema della “Brexit”; ma iniziamo dalla trama della prima.

Il nostro protagonista si trova a Londra: è l’anno 2011. Massimo Ruggero è il responsabile del trading presso il gigante bancario New York-London Investment Bank (NYL).

In Europa la crisi finanziaria non perdona nessuno e, anche per questa situazione di incertezza, Massimo guadagna centinaia di milioni grazie alle speculazioni.

Dominic Morgan, il suo mentore (si può dire, tra le righe, il padre che non ha mai avuto), amministratore delegato americano della banca, sostiene Massimo nella corsa a diventare vice-CEO finché non emerge uno scandalo che coinvolge l’ex moglie di Massimo e che lo fa arretrare nelle sue posizioni.

Stupefatto dal mancato appoggio di Dominic, il finanziere italiano scoprirà che c’è ben altro dietro il susseguirsi di eventi apparentemente non collegabili tra loro, ad esempio dietro la crisi dei PIIGS…

Come nella prima stagione anche nella seconda chi guarda intuisce la presenza di una sotto-trama fatta di scandali, guerre, lotte di potere, scelte politiche, morti.

Nella seconda serie ci troviamo nel 2016: la Brexit è alle porte, Massimo e Dominic non hanno quasi più rapporti (almeno sembrerebbe) e le scelte della Banca, tra cui naturalmente quelle di Massimo, sono tutte “filocinesi”. Una mera politica di acquisizioni che consente agli investitori from China di far parte a pieno titolo del team NYL.

Ma Dominic si ripresenta e lo mette in guardia: lui ha la certezza che i partner cinesi hanno in mente ben altro e cioè il raggiungimento del controllo tecnologico dei dati di milioni di persone per vincere una sorta di guerra silenziosa con gli Stati Uniti.

Dominic Morgan sta per una volta dalla parte giusta o dietro c’è sempre un’altra verità? E Massimo da quale parte sceglierà di schierarsi? Una domanda che lo porterà al 2020, in piena pandemia da Covid19: la scena di apertura della prima puntata della stagione numero 2.


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