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Ricercatori senesi scoprono un gene che controlla il movimento dei muscoli

I ricercatori del Dipartimento di Medicina Molecolare e dello Sviluppo dell’Università di Siena, finanziati dalla Fondazione Telethon, sono riusciti a individuare la prima mutazione in un gene, chiamato calsequestrina 1, in pazienti affetti da una forma di miopatia, malattia genetica rara del muscolo scheletrico che nei pazienti colpiti provoca una seria difficoltà nello svolgere le semplici azioni quotidiane, come ad esempio muoversi o camminare, e che limita la capacità lavorativa delle persone affette. Il lavoro, pubblicato sulla rivista scientifica Human Mutation, offre una possibilità diagnostica per le famiglie che presentano questa malattia e apre uno spiraglio per lo sviluppo di possibili strategie terapeutiche.

Il gene calsequestrina 1 (CASQ1) è espresso nel muscolo scheletrico dove svolge un ruolo fondamentale perché lega gli ioni calcio che hanno l’importante compito di trasmettere il segnale che fa contrarre i muscoli permettendo così i movimenti.
La mutazione di calsequestrina 1 diminuisce il rilascio di calcio nelle fibre muscolari inducendo una riduzione della forza muscolare dei pazienti e quindi una perdita progressiva delle capacità motorie. Il gene della calsequestrina 1 è correlato con il gene della calsequestrina 2, a sua volta espresso nel cuore, le cui mutazioni sono note da anni come una delle cause delle così dette “morti improvvise”.

“Abbiamo trovato mutazioni in questo gene in 8 pazienti colpiti da una miopatia muscolare. In seguito abbiamo anche espresso la proteina in modelli animali – spiega Vincenzo Sorrentino, professore ordinario di Istologia ed Embriologia dell’ateneo senese e Direttore dell’Unità Operativa di Medicina Molecolare del Policlinico Le Scotte di Siena – riproducendone il meccanismo di funzionamento. Il prossimo obiettivo sarà individuare molecole candidate a diventare possibili farmaci in grado di ripristinare il corretto funzionamento del gene”.

Le miopatie sono un gruppo di malattie genetiche molto eterogeneo che colpiscono il muscolo scheletrico e possono comportare nei pazienti colpiti anche serie difficoltà motorie. In genere si manifestano con una debolezza a carico dei muscoli del corpo e possono avere un andamento progressivo.

Nella foto il professor Vincenzo Sorrentino, coordinatore del gruppo di ricerca

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