Revoca titoli Mens Sana basket, l’avvocato Tassone: “Pronti a ricorrere alla Corte Federale d’Appello”
26 Ott, 2017
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Una richiesta assurda, pedissequamente accolta dal tribunale federale della Fip, che peraltro non tiene conto di quanto espressamente ribadito dal Coni”. Così il presidente della Polisportiva Mens Sana Antonio Saccone commenta la richiesta della Procura della Federazione Italiana Pallacanestro di revocare i titoli della Mens Sana basket del 2012 e del 2013, quando la stessa Polisportiva era azionista di maggioranza della società.

Ribadiamo con forza un concetto – sostiene il presidente della Polisportiva Mens Sana Antonio Saccone – I titoli sono stati conquistati regolarmente sul campo e non può esserci legame fra reati tributari e fiscali e vantaggio sul campo. Anzi l’esatto opposto: l’eventuale sottrazione di capitali, nel caso venisse dimostrata, avrebbe semmai portato un danno evidente alla squadra. Andremo avanti nella nostra battaglia: di fatto secondo la Fip nessuna delle parti ha competenza per difendere i titoli sportivi durante il dibattimento. Una tesi respinta proprio dal Collegio di Garanzia del Coni- Una profonda chiusura che ha negato alla Polisportiva il sacrosanto diritto di difendere un pezzo della propria storia, patrimonio della città e di tutto il mondo del basket”.

Solo durante l’udienza di questa mattina – spiega ad Antenna Radio Esse l’avvocato Bruno Tassone del collegio difensivo della Polisportiva Mens Sana – è emerso che l’avviso di fissazione dell’udienza è stato separatamente comunicato anche alla curatela fallimentare, senza che le altre parti lo sapessero e potessero svolgere difese sul punto. Soprattutto, la Procura e il Tribunale della Fip hanno deciso di ignorare la decisione del Collegio di Garanzia del Coni dei mesi scorsi e di ritenere che i titoli sportivi appartengano al fallimento, in modo da poterli revocare. Tutto questo di fatto senza una difesa sul punto e aggirando le nostre difese. In goni caso siamo pronti a ricorrere alla Corte Federale d’Appello e poi eventualmente di nuovo al Collegio di garanzia del Coni”.