“Regalo” sospetto, vedova di Poggibonsi chiede aiuto alla Polizia
31 Ago, 2018
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Si è insospettita per le telefonate troppo insistenti di una giovane donna ed ha evitato di cadere in una trappola tesa da due venditori porta a porta. A far emergere la vicenda è stata una signora di 72 anni, vedova, residente a Poggibonsi, che ha segnalato alla polizia di aver ricevuto una telefonata da parte di una giovane e cortese donna, che la sottoponeva ad un breve questionario telefonico sull’età, sulle abitudini di vita e sul numero di componenti del nucleo familiare. Dopo aver appreso che la donna viveva sola, l’ignota interlocutrice l’ha richiamata per un paio di volte, concordando un appuntamento per portarle, a suo dire, un “regalo” a casa. A questo punto la signora, insospettitasi, si è rivolta alla polizia e gli agenti hanno deciso di effettuare un appostamento per assistere in diretta alla “visita” che l’ignota donna avrebbe fatto all’anziana ieri pomeriggio. Alcuni poliziotti si sono appostati fuori dall’appartamento ed altri si sono nascosti nel bagno della abitazione, attendendo la “visita” di queste persone che potevano verosimilmente commettere una truffa o un furto in appartamento. Sono state anche lasciate delle banconote in bella vista, debitamente e preventivamente fotocopiate, sul comodino della camera da letto della donna, al fine di acquisire – in caso di furto – un quadro probatorio indiscutibile. Alle 15.30 esatte gli operatori appostati sotto alla casa hanno visto un uomo ed una donna, ben vestiti, muniti di una valigetta, che citofonavano alla anziana signora. Come concordato, veniva aperta la porta e i due sconosciuti venivano fatti entrare in casa, sotto il costante monitoraggio degli agenti, che nel frattempo, oltre a registrare in diretta tutte le conversazioni, riuscivano dalla loro posizione a tenere sotto controllo l’intero appartamento, pronti ad intervenire nel caso in cui si fosse trattato di malviventi. La donna e l’uomo, con fare estremamente gentile ed accattivante, dopo essersi complimentati sulla casa e dopo aver riempito di complimenti la signora, si sono accomodati in salotto ed hanno iniziato una lunga ed estenuante trattativa, finalizzata alla vendita di prodotti di vario genere per il benessere e la salute del corpo. Vista la situazione, gli agenti hanno dexiso di non intervenire, rimanendo in costante ascolto di ciò che accadeva in salotto. Nessuno dei due ha chiesto di andare in bagno (cosa che frequentemente accade trasformandosi poi in un vero e proprio furto in appartamento) e per circa 40 minuti i “venditori” hanno tentato di “affibbiare” alla anziana signora gli oggetti più disparati, ad un prezzo di vendita estremamente superiore al comune valore di mercato. I venditori porta a porta, di una azienda con sede in provincia di Firenze, pontificavano sul benessere che la donna avrebbe conseguito acquistando un costosissimo materasso anatomico al prezzo di circa 2.000 euro, o una rete per il letto con doghe regolabili elettricamente a 5.000 euro, spaziando poi dal proporre apparecchi biomedicali di elettrostimolazione ai muscoli, ai cuscini per il benessere della cervicale, ai depuratori per l’acqua del rubinetto e via dicendo.
La vedova, se pur anziana, estremamente lucida e consapevole, ha rifiutatob le numerose offerte e alla fine, nonostante le notevoli pressioni dei venditori, li ha congedati senza firmare alcun contratto.
I due venditori, una volta fuori dall’appartamento, sono stati comunque identificati e controllati dalla polizia.
In questo caso, la donna non è caduta nella trappola, poiché, anche se non si può parlare tecnicamente di “truffa”, certe modalità di vendita azzardata e spregiudicata possono comunque arrecare notevole danno economico a persone anziane o in difficoltà che magari si lasciano convincere dalla bontà dei prodotti di mercato, la cui qualità e tutta da dimostrare ma soprattutto vengono posti in vendita, fuori dai locali commerciali senza alcuna possibilità, per l’acquirente, di visionare e toccare con mano la merce, ad un prezzo di 3,4 o 5 volte superiore al valore effettivo di mercato. Per questo genere di vendite, anche se spesso i cittadini non lo sanno, è possibile esercitare il diritto di di recesso entro 14 giorni, per effetto del D.lgs. 21/2014 che ha recepito la Direttiva 2011/83/UE, così come per tutti i contratti fuori dai negozi o comunque dai locali del venditore (a casa propria, per strada, presso alberghi, fiere, etc.).
Questa volta è andata bene, ma la polizia mette in guardia ancora una volta tutte le persone anziane a fare attenzione a chi si fa entrare in casa e a cosa viene richiesto di firmare.