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Reati spia e femminicidi. Il punto della polizia in provincia di Siena

Per quanto riguarda la provincia di Siena, nel periodo compreso tra gennaio e settembre del 2020 sono stati registrati 33 episodi di reato per atti persecutori, a fronte dei 29 nello stesso periodo dello scorso anno, con un incremento del 13,8% circa, mentre i maltrattamenti in famiglia sono diminuiti sensibilmente, 44 nel 2020 a fronte di 74 nel 2019, con un decremento del 40,5%; in calo anche le violenze sessuali, 33,4% in meno nel 2020, sono state infatti 10 rispetto alle 15 del 2019. Dato azzerato per gli omicidi, che nel 2019 erano stati 3, 2 dei quali familiari-affettivi, 2 con vittime donne 1 1 dei quali con donne vittime di ex partner o partner, con dato negativo nell’anno in corso.

Per quanto riguarda i provvedimenti amministrativi emessi dal Questore di Siena il dato è pressoché stazionario, pari a 3 ammonimenti sia nel 2019 che nello stesso periodo del 2020.

I moventi più frequenti dei femminicidi sono la lite e i motivi passionali. Sia nei primi nove mesi del 2020 che nello stesso periodo del 2019, l’omicida ha fatto in prevalenza uso di un’arma impropria, come un coltello o un utensile da lavoro (martello, cacciavite, ecc.), seguono l’uso di un’arma da fuoco, l’asfissia/soffocamento/strangolamento, le percosse e l’avvelenamento.

Come per i reati spia, anche per gli omicidi volontari di donne, la fascia di età più colpita nei primi 9 mesi del 2019 è quella tra i 31 e 44 anni, che è la stessa più frequente anche per gli autori. Mentre nei primi nove mesi del 2020 la fascia più colpita è quella delle donne over 65 che rappresentano il 30% del totale delle vittime.

La parte dedicata ai femminicidi si conclude con un breve racconto delle storie riportate dalla cronaca nera di quest’anno, perché venga conservata memoria del dolore che le morti di queste donne (e spesso dei loro figli) provocano in tutta la comunità, oltre che all’interno delle famiglie.

Considerato che la Direzione centrale della polizia criminale, guidata dal Prefetto Vittorio Rizzi, rappresenta il polo operativo per la cooperazione internazionale di polizia, il report offre anche uno spaccato sulla violenza di genere nell’anno del lockdown, con tendenze registrate in vari Paesi europei ed extraeuropei.

 

La raccolta e il monitoraggio dei dati, indispensabili per tracciare le strategie di prevenzione e contrasto, richiede evidentemente un ampio ricorso alla tecnologia e la pubblicazione si chiude con l’anticipazione di un App, chiamata Scudo, in fase di ultima sperimentazione, di cui saranno dotate tutte le forze di polizia e che consentirà di possedere tutte le informazioni utili sui precedenti interventi  effettuati presso il medesimo indirizzo (presenza di minori o di soggetti  con malattie psichiatriche o dipendenti da droghe o alcol, disponibilità di armi, lesioni personali subite in passato dalla vittima) e di calibrare così nel modo migliore l’operatività.

 

La campagna permanente di prevenzione “Questo non è amore” e finalizzata a fornire informazioni alle donne in situazione di rischio, è giunta alla quarta edizione.

Con il coordinamento nazionale della Direzione Centrale Anticrimine diretta dal Prefetto Francesco Messina, il personale della Polizia di Stato a bordo dei camper dedicati al progetto, ha incontrato negli anni migliaia di persone nelle piazze di italiane fornendo informazioni, aiuto, supporto operativo.

Quest’anno le restrizioni Covid non consentono la stessa diffusione capillare sul territorio, ma è stata ugualmente preparata la brochure del progetto e, per facilitare la diffusione in rete degli stessi messaggi di vicinanza della Polizia di Stato, è stato realizzato un video messaggio al quale ha preso parte anche il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Franco Gabrielli.

 

Al riguardo, il Questore di Siena, Costantino Capuano, che ha sempre organizzato iniziative nei luoghi di principale incontro con le donne, sia nel capoluogo che in provincia, non potendo quest’anno utilizzare il Camper per promuoverle, ha voluto ugualmente far sentire la presenza della Polizia di Stato sul delicato tema.

La Questura si è illuminata di arancione per sostenere la campagna internazionale “Orange the World”, promossa da Un Women, ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere.

Nelle principali librerie del centro storico e della immediata periferia di Siena, sono stati consegnati gli opuscoli e i segna libro relativi alla campagna della Polizia di Stato “Questo non è amore”, che verranno consegnati in omaggio alle donne che acquisteranno un libro.

A Poggibonsi, inoltre, i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza si sono recati al supermercato dove la responsabile ha dato la disponibilità di offrire alle donne che andranno a fare la spesa lo stesso materiale realizzato dalla Polizia di Stato, il tutto nel rigoroso rispetto delle norme antiCovid-19.

 

Come si ricorderà, infine, dallo scorso lockdown la app YouPol, scaricata negli anni da tantissimi cittadini sui propri smartphone, è stata estesa alle segnalazioni di violenza domestica. Ideata per contrastare bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, l’app è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato.

Le segnalazioni sono automaticamente geo-referenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. E’ inoltre possibile dall’app chiamare direttamente il 113. Tutte le segnalazioni vengono ricevute dalla Sala Operativa della Questura competente per territorio.

Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di segnalare in forma anonima.

 

Nell’anno in corso alla Sala Operativa della Questura di Siena non sono giunte segnalazioni in merito sulla App, strumento d’importante aiuto per chi si dovesse trovare in difficoltà, ma evidentemente ancora non utilizzato o forse poco conosciuto.

 

 

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