“Raccontare bene il Palio? Non basta occuparsi della Rai”
23 Giu, 2015
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Ad un senese non fa piacere ascoltare persone che raccontano in modo fuorviante la storia del Palio e quella della città. Un fatto che ha un peso relativo se a parlare è un semplice cittadino, ma che pesa doppio se a farlo sono persone che della divulgazione fanno una professione, o presunta tale. Così la pensano le guide turistiche abilitate di Siena, quelle della sigla Federagit aderente a Confesercenti Siena: “ da anni nel Campo e dintorni arrivano da fuori città gruppi condotti da persone che si professano guide autorizzate – denuncia Barbara Cucini, coordinatrice Federagit Siena – e che illustrano il Palio in toni a volte comici, a volte denigratori”. Così capita di sentire che i cavalli corrono sulla pietra serena anziché sul tufo, che i bambini sono sottoposti da piccoli ad un brainwashing contradaiolo, fino agli estremi del ‘Palio apologia di violenza’, con ‘3 cavalli feriti a San Martino ad ogni giro’”.

Ora, complice la normativa, il fenomeno rischia di dilagare: “accanto agli abusivi, la cosiddetta Legge Europea 2013 sdoganerà la presenza in gran numero di guide formalmente a posto, ma nel merito impreparate – spiega Luise Hoffmann, tedesca d’origine ma formatasi come guida a Siena, e attuale Delegato nazionale Federagit – perché presume che ogni guida abilitata sul territorio europeo possa esercitare con competenza in ogni parte del continente. Ma come è possibile illustrare una città densa d’arte e di storia come Siena, se anziché su questa storia ci si è preparati su tutt’altro territorio?”

Sulla questione lo scorso 4 giugno si è verificato un serrato confronto tra membri UE a Bruxelles, con la Germania capofila tra chi invoca l’applicazione di questo scenario, e l’Italia tra chi si oppone. “A livello nazionale stiamo rivolgendo da mesi appelli al Governo perché non abbassi la guardia su questo fronte – aggiunge Cucini – ma vista la posta in palio anche le istituzioni più vicine possono attivarsi”. Le Guide senesi chiedono alla Regione Toscana di usare le proprie competenze a tutela dei luoghi di alto interesse storico culturale, a cominciare dai siti Unesco; ed ai Comuni senesi, capoluogo in testa, di prendere una posizione contraria a tale scenario, se questo li preoccupa: “Non basta occuparsi della diretta Rai per difendere la nostra storia. Agli Stati generali della Cultura dello scorso marzo abbiamo ufficialmente esposto il problema, chiedendo: come è possibile parlare di cultura se chi ha potere di legiferare non prende posizione in proposito?”.

Intanto, per sensibilizzare cittadini e turisti, dal 4 al 14 luglio le guide Federagit daranno vita alle “Visite Balzane”: per dieci giorni indosseranno una provocatoria t-shirt (dove il riferimento allo stemma di Siena ‘scaccia’ per assonanza l’aggettivo “malsane”) durante i tour guidati effettuati in città in lingua italiana.