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Raccolta medicinali, Comune di Siena e farmacisti insieme per l’Ucraina

L’Ordine dei Farmacisti sarà al fianco del Comune di Siena nella mobilitazione pro Ucraina, lanciata dal sindaco Luigi De Mossi. L’amministrazione comunale, attraverso le farmacie comunali gestite dall’Asp “Città di Siena” ha già iniziato una raccolta di medicinali e prodotti sanitari da destinare alla popolazione ucraina: a questo si affianca adesso l’impegno dei farmacisti, attraverso una lettera di adesione all’iniziativa che il presidente dell’Ordine Paolo Savigni ha inviato all’amministrazione comunale.

“La professione – scrive il presidente dell’Ordine Paolo Savigni nella lettera di adesione -, con il senso di servizio che ci appartiene, sarà al fianco dell’amministrazione comunale per collaborare ad un gesto di solidarietà concreto e necessario di aiuto a fronte del dramma immane della guerra. Ci adopereremo per invitare a raccogliere, attraverso i rappresentanti sindacali di categoria, adesioni dalle farmacie. Abbiamo attivato Federfarma Siena, che rappresenta le farmacie private site sul nostro territorio, affinché si coordini con l’assessorato per le iniziative da intraprendere. Qualora si ritenesse utile la presenza della figura professionale del farmacista nei centri di raccolta che saranno organizzati, siamo a disposizione per attivare colleghi che, come volontari, potrebbero mettersi a disposizione per una catalogazione delle referenze oggetto di donazione”.

“Ringraziamo l’Ordine dei farmacisti – commentano il sindaco Luigi De Mossi e l’assessore alla sanità Francesca Appolloni – per l’adesione all’iniziativa e contiamo in una mobilitazione sempre più ampia per dimostrare, ancora una volta, il grande senso civico che caratterizza da sempre la nostra città”.

Intanto ieri si è tenuta a Fienze l’Unità di crisi convocata da Eugenio Giani assieme ai rappresentanti dei Comuni toscani e della protezione civile. Giani ha firmato l’atto di ‘Stato di mobilitazione regionale’, propedeutico anche ad assumere delibere per provvedere all’accoglienza e all’aiuto. L’attività della Toscana dovrà sottostare alle norme nazionali: c’è il decreto legge che è stato approvato due giorni fa e che fissa lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2022; e il decreto del presidente consiglio dei ministri di cui si attende a ore l’emanazione. L’aiuto verso chi arriva e il sostegno verso i campi profughi “avverrà dopo che avremo l’ordinanza del capo dipartimento di protezione civile”.

“La Toscana ha messo a disposizione gli alberghi sanitari, per una funzione che offre anche assistenza sanitaria: verifica della vaccinazione, almeno 5 giorni quarantena, provvedere ai vaccini e quindi alla collocazione di chi è ospitato. C’è poi l’aspetto dell’educazione alla lingua, il possibile inserimento per lavori stagionali” afferma Giani. L’accoglienza, in sintesi, vedrà il coordinamento tra gli alberghi sanitari, sotto la Regione, e i Cas, che hanno come riferimento le prefetture.

Eppoi il capitolo dell’assistenza. “Ci concentreremo verso i campi profughi della Romania e della Polonia, e contemporaneamente verso il centro di smistamento di Leopoli, dove si sono trasferite sia l’ambasciata italiana che quella francese”. Il presidente preannnuncia un conto corrente della Regione Toscana – sarà disponibile da domani -, “perché molti cittadini ci chiedono che ci sia un meccanismo trasparente di spesa. Contemporaneamente stiamo facendo il servizio di supporto a chi vuole raccogliere beni, vestiario, medicinali e altro che spontaneamente la popolazione ha raccolto: c’è già stato un tir dell’associazione I colori della pace che da Massa è arrivato stanotte in campi profughi in Polonia. Organizzeremo sempre di più questo livello di coordinamento, non tanto per la raccolta, che il volontariato, la Chiesa, le istituzioni culturali stanno già facendo, quanto per aiutare la spedizione di questi aiuti, attraverso il nostro servizio di Protezione civile”.

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