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Qualità dell’aria e presenza di inquinanti: il sindaco Valentini risponde alle interrogazioni di Bruttini e Corsi

Il problema di attualità nazionale relativo all’eccessiva presenza di polveri sottili in atmosfera ha trovato eco anche in Consiglio comunale con le due interrogazioni urgenti presentate, nella seduta odierna, da Massimiliano Bruttini (PD) e da Andrea Corsi (L’Alternativa). Entrambi i documenti hanno fatto riferimento alle anomali condizioni climatiche caratterizzate da alta pressione e temperature superiori alle medie stagionali e al fatto che, in molte città italiane, i limiti di polveri sottili hanno oltrepassato le soglie massime consentite. Bruttini ha evidenziato come dai dati Arpat si possa constatare che i valori di anidride carbonica e di biossido di azoto risultino nella norma, mentre nell’ultimo mese il valore del PM 10 è salito due volte sopra il limite e per ben dieci volte si è attestato su tale soglia. Corsi ha invece riportato le recenti dichiarazioni a mezzo stampa del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, il quale ha sostenuto che i sindaci devono attenersi con precisione alla legge regionale del 2010.

Bruttini ha chiesto all’Amministrazione se è al corrente delle rilevazioni Arpat e cosa intenda fare per ridurre la presenza delle polveri sottili in atmosfera, mentre Corsi ha domandato se il Comune abbia ricevuto segnalazioni da parte di Arpat e se la situazione sia tale da ricorrere a misure straordinarie o se, viceversa, il sindaco si senta di rassicurare i senesi circa la buona qualità dell’aria.

Partendo proprio da quest’ultimo interrogativo, il sindaco ha ricordato come le competenze in tale ambito ricadano su Arpat, ente preposto a effettuare monitoraggi giornalieri: A Siena le rilevazioni vengono fatte tramite la colonnina ubicata in viale Bracci: un’area ad alta densità di traffico, vicino alla stazione ferroviaria, dove la situazione è peggiore dal punto di vista del possibile inquinamento. Valentini ha contestualizzato la questione nel panorama nazionale, ricordando che, a causa dell’inquinamento atmosferico, nel 2012 sono decedute circa 84mila persone, dato che risulta il più alto in Europa. Se poi guardiamo il rapporto nazionale “Mal’aria”, redatto nello scorso mese di gennaio da Legambiente rispetto alle cosiddette polveri sottili, fra le 85 città italiane esaminate, Siena risulta nelle migliori posizioni; è fra le poche che, se si dovesse adottare la metodologia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che fissa questo limite più basso rispetto a quello comunitario, saremmo sostanzialmente nei limiti. Mentre non risultano esserci problemi legati all’eccessiva presenza di anidride carbonica e di biossido di azoto.

Il sindaco ha definito i dati confortanti in modo comparativo, rispetto alle altre città, ma non rispetto a ciò che vorremmo, perché gli inquinanti dell’aria incidono pesantemente sulle aspettative e la qualità della vita nelle nostre città, in particolare per le persone anziane e i bambini. I sindaci, ha aggiunto, possono intervenire solo con misure tampone di emergenza come il blocco temporaneo del traffico o imponendo i controlli agli impianti termici, mentre le politiche di programmazione sono nelle mani del Governo e delle Regioni, che devono mettere a disposizione risorse e normative. Per questo, l’ANCI sta lavorando affinché nelle prossime campagne elettorali per le amministrative di giugno, nei programmi e nei mandati tali temi trovino lo spazio e la visibilità che meritano. Valentini ha voluto ricordare che la provincia di Siena è l’unico distretto territoriale certificato come carbon free, con un risultato straordinario che riguarda il bilancio zero delle emissioni in atmosfera e che ha permesso di ottenere le certificazioni Iso ed Emas. Così come non possiamo sottacere le recenti indagini sulla qualità della vita, realizzate dal Sole 24 Ore e da Italia Oggi, che confermano Siena tra le migliori posizioni a livello nazionale.

Quanto alle azioni attuate dall’Amministrazione comunale, Valentini ha fatto riferimento all’attività di controllo degli impianti termici, per cui fra i pochi Comuni pronti a ricorrere alle relative sanzioni amministrative: gli impianti termici, nel caso di malfunzionamento, hanno infatti risvolti in termini di sicurezza e incolumità pubblica e ripercussioni negative sull’ambiente, e soprattutto al Piano della Mobilità e ai progetti di pedonalizzazione del centro storico, del bike sharing e dell’incentivazione alle auto elettriche: Vogliamo cambiare radicalmente la mobilità, puntando alla riduzione del numero dei mezzi a motore in circolazione. Il Piano della Mobilità, che porteremo presto all’attenzione del Consiglio, è un atto innovativo e, per certi aspetti, impopolare perché chiederà ai cittadini di cambiare abitudini consolidate: uno degli obiettivi più importanti è arrivare nel 2018 a distribuire le merci nel centro storico soltanto con i mezzi elettrici. E’ infatti fondamentale intervenire sulle cause del problema e non solo con il semplice ricorso ai blocchi del traffico. E’ coerente con questo obiettivo il record di utilizzo del trasporto pubblico che Siena ha in Italia.

Bruttini si è dichiarato soddisfatto, anche in relazione all’attività di controllo delle caldaie e per tutte quelle azioni che concorrano a sensibilizzare ulteriormente la cittadinanza sulle cause e i problemi dell’inquinamento atmosferico. Corsi, invece, ha definito la risposta non soddisfacente: il sindaco è stato evasivo perché, nonostante sia ufficiale sanitario locale e il tema riguardi la salute pubblica, ha rimandato la questione ad Arpat. Ed è difficile capire perché a Siena vi sia soltanto una colonnina di rilevazioni in viale Bracci, dalla quale emerge che, comunque, il problema è strutturale e non si risolve con il bike sharing. Ieri, il livello di PM 10 nella nostra città superava, a titolo esemplificativo, quelli di Firenze e di Poggibonsi.

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