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Profumo: “L’obiettivo ora è far sì che Banca Mps resti a Siena”

Alessandro Profumo, Presidente di Banca Mps

“La storia secolare del Monte dei Paschi è stata a rischio. La politica sicuramente deve fare autocritica e  l’ha fatta per la misura delle sue responsabilità. Naturalmente, sono molteplici le cause e le responsabilità nel quadro di una crisi che si è abbattuta sull’Unione Europea, sul suo sistema bancario e in particolare sul Monte dei Paschi. Le vicende più recenti testimoniano un merito del gruppo dirigente attuale del Monte dei Paschi che è bene, vada avanti nella sua interezza. Presidente, vice – presidente e amministratore delegato è bene possano proseguire nel loro lavoro. Anche la politica è riuscita a correggere la rotta e a contribuire al ripensamento del ruolo della banca rispetto alla città. Un rapporto che non può che essere diverso, se si vuole che il Monte dei Paschi rimanga a Siena”. Con queste parole Roberto Gualtieri, presidente della commissione affari economici e monetari dell’Unione Europea, è intervenuto ieri, domenica 7 settembre, alla Festa provinciale de L’Unità di Siena. L’incontro, aperto da Donato Montibello, della segreteria provinciale del Pd e coordinato da Sergio Rizzo, del Corriere della Sera, ha visto la partecipazione di Alessandro Profumo, presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena.

La Banca Monte dei Paschi a Siena. “Rispetto allo scorso anno – ha detto Profumo – abbiamo fatto un passaggio fondamentale con una ricapitalizzazione di 5 miliardi, attraverso una serie di passaggi che forse, talvolta, non sono stati compresi. In qualche caso forse abbiamo difettato in capacità  di comunicazione. Oggi l’importante è che la Banca sia viva e che abbia avviato una serie di iniziative che rappresentano il futuro. L’impegno, oggi, è guardare a quegli elementi che aumentino le probabilità che la Banca rimanga a Siena, una città che è attrattiva, ma che deve colmare alcun handicap per esserlo ancora di più nei confronti di manager e professionalità che potrebbero arrivare”.

L’unione bancaria per un’autentica Unione economica e monetaria. Rispetto al contesto europeo e in vista del corpus unico di norme per i servizi finanziari che sarà applicato dal prossimo 1 novembre e affidato al controllo del Meccanismo di vigilanza unico dell’Autorità bancaria europea (ABE), il presidente della Banca Mps ha sottolineato: “L’Italia è stata la prima, nel 2008, a presentare un libro unico delle regole con l’allora ministro Padoa Schioppa. Oggi che quell’idea si concretizza come cittadini dobbiamo essere contenti, perché l’Europa ha reagito. Noi italiani dovremo cambiare il nostro modo di fare banca, cercando di essere meno ‘banco-centrici’. Soprattutto, insieme, dovremo cercare di dare più peso al mercato cercando di incentivare e sostenere il passaggio da piccole a medie e grandi aziende. Non sarà un processo indolore, e sarà un lavoro che necessita di tempo. Dovremo avere la capacità di fare, come primo passo, ‘un’operazione verità’ come quella fatta da Mps. Non dobbiamo aspettare aiuti dall’esterno, ma contare sulla nostra capacità. L’Italia ha bisogno di ‘una cura da cavallo’, ma ha le capacità di affrontare situazioni problematiche sapendo fare sintesi”.

“Oggi l’Europa – ha detto Gualtieri – ha bisogno di liquidità, riforme e domanda, insieme ad una politica fiscale efficiente. Sono condizioni minime affinché si possa tornare a crescere, riuscendo a sostenere il peso del debito pubblico e le riforme. L’Ue sta andando in questa direzione con un nuovo regime economico e di regole bancarie. Un nuovo regime nel quale la Banca Mps entrerà senza subirlo, ma con strumenti adeguati per svolgere il suo ruolo”.

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