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Cenni sulle Primarie: “Sono preoccupata per quelli che non sono venuti a votare”

La parlamentare Susanna Cenni

I quasi 20 mila votanti della città hanno chiaramente indicato come loro segretario del Partito Democratico l’ex-premier Matteo Renzi, che ha ricevuto il 78% di preferenze (70,4% nazionale). Gli altri due principali avversari risultano molto attardati, con Orlando al 18% (19,5% nazionale) e Emiliano fermo al 3% (10,49% nazionale).

A parlarci dei risultati delle primarie e del futuro del partito è intervenuta stamane ai nostri microfoni la parlamentare del PD Susanna Cenni, sostenitrice dello sconfitto Andrea Orlando. Dopo aver ribadito l’ovvia collaborazione tra la minoranza e la maggioranza del partito e aver fatto gli auguri a Renzi, netto vincitore del voto popolare, Cenni si è concentrata sul dato numerico di queste primarie 2017. A preoccupare la parlamentare è però l’affluenza dei cittadini: “rispetto alle scorse primarie il numero di votanti si è quasi dimezzato e sono soprattutto preoccupata per quelli che non sono voluti venire a votare e di come potranno essere rappresentati e recuperati come iscritti attivi. E questa non è soltanto una preoccupazione della minoranza, di chi ha seguito Orlando, ma dev’essere una responsabilità di tutto il PD quella di andare a recuperare chi ha abbandonato il partito perché un po’ sfiduciato”.

La parlamentare ha sottolineato come il Partito Democratico debba superare le inimicizie e dissapori interni, concentrandosi piuttosto sui veri avversari politici, quelli esterni. Da una parte i partiti della destra che si stanno riorganizzando e che fanno paura, specie per le loro derive razziste e omofobe, dall’altra il populismo del M5S, perciò “io mi aspetto che Renzi lavori per ricostruire un centro-sinistra capace di tornare a sfidare le altre forze politiche e di vincere, rispettando ovviamente l’operato di Gentiloni, perché sta facendo un lavoro molto importante per il Paese; sarà importante che Renzi ricostruisca un partito di tutti, perché se ci sono stati problemi di dialogo e di pluralismo non si può dare la colpa solo a chi ha lasciato il PD, la responsabilità di tenere insieme le diverse correnti, culture e sensibilità del partito è in chi lo guida”.

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