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Polemiche sulla Chiesa dell’Agrestone: “Necessaria una riflessione”

“E’ un quartiere molto particolare, nato 20 anni fa, inglobando una parte di campagna e un bellissimo bosco. Situazione molto piacevole per chi ci abita, con il quartiere che si sviluppa ad anello intorno a questo grande parco e in tutti questi anni abbiamo avuto la possibilità di fruirne liberamente”. Queste le parole dell’architetto Tamara Migliorini, che si è fatta portavoce delle preoccupazioni dei cittadini della zona in merito al progetto urbanistico presentato dalla Curia, già approvato dal Comune, che prevede, all’interno del parco, la realizzazione di una chiesa. “In realtà sono venuta a sapere – continua l’architetto – che non si tratta di una semplice chiesa di quartiere, ma di due edifici molto grandi, che complessivamente hanno uno sviluppo di 1500 mq, quindi con un impatto importante soprattutto se si considera che saranno collocati nel centro del parco. Da qui nasce la mobilitazione”.

Sul tema è intervenuto a più riprese anche il Pd di Colle Val d’Elsa. Pubblichiamo di seguito l’ultimo comunicato

“Il Partito democratico ha sempre riconosciuto le scelte urbanistiche delle precedenti amministrazioni in merito al Piano di edilizia pubblica dell’Agrestone e mai si è opposto al diritto della Curia di edificare un luogo religioso nel quartiere. Abbiamo solo rivolto un appello, che rinnoviamo, alla Curia stessa, affinché, attraverso l’amministrazione comunale, si coinvolgano i cittadini per realizzare un progetto che riguarda tutta la comunità”. Comincia così la nota del Pd di Colle di Val d’Elsa, sulla questione della costruzione della nuova Chiesa nel quartiere dell’Agrestone.
“Nei giorni scorsi Monsignor Giuseppe Acampa ha dichiarata che ‘di sicuro almeno nei prossimi 10 o 20 anni il progetto non si farà, dati i costi esorbitanti che comporterebbe’. A fronte di questa affermazione ci chiediamo: ‘Perché, invece, non chiedere alla Curia di rivedere tale progetto, magari cercando di realizzarlo in tempi più brevi e soddisfando le istanze di tutti i cittadini?’ Questa è la richiesta del Pd, che rinnoviamo, per cercare una soluzione che tenga conto, il più possibile, dei diritti e delle esigenze di tutti. Mai il Pd ha pensato di chiedere alla Giunta atti unilaterali di modifica del progetto, tanto meno di revoca del permesso a costruire che è di competenza degli uffici tecnici. Chi solleva questo dubbio lo fa strumentalmente. Il nostro auspicio, al contrario, è quello di riuscire a portare avanti l’impegno avviato in Commissione consiliare, anche da parte del Sindaco Canocchi. Il Pd lavorerà in questa direzione cercando di alimentare il più ampio confronto possibile, che è la premessa indispensabile per arrivare a una soluzione condivisa e a un progetto che sappia arricchire e valorizzare la città”.

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