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Poggibonsi, servizi scolastici e tutele: 100 mila euro in esenzioni per i cittadini in difficoltà

Sono state circa 150 le famiglie esentate dal pagamento dei servizi scolastici, corrispondenti a circa 100mila euro di risorse in bilancio destinate a coprire questa tipologia di aiuto. “Si tratta di un aiuto per le famiglie che presentano gravi situazioni di disagio economico, che viene stabilito attraverso percorsi di valutazione professionale dei nostri servizi sociali – dice Susanna Salvadori (nella foto), assessore al Bilancio e alle Politiche Educative – I parametri sono ancorati a protocolli specifici che privilegiano particolarmente la presenza, in famiglia, di minori o soggetti con problemi gravi di salute. I servizi sociali attivano gli interventi in maniera coordinata con altre forme di intervento e servizi del Comune e stanno già procedendo alle valutazioni per i casi relativi all’anno scolastico che prenderà il via a breve”.

La misura in questione si concretizza per la famiglia in situazione di grave difficoltà come una “mancata spesa” grazie all’esenzione del pagamento. Può essere il nido, la mensa, il trasporto scolastico. Dipende chiaramente dalle valutazioni che vengono effettuate dai servizi sociali. “Ogni singolo beneficio – fa notare Filomena Convertito, assessore alle Politiche Sociali – è frutto di una valutazione della criticità dei bisogni da parte dei servizi sociali e di un Progetto Assistenziale Personalizzato per rispondere ad una situazione di bisogno specifico, finalizzato ad accompagnare le persone prese in carico verso l’uscita da una situazione di difficoltà”.

I dati. Riferendosi all’anno passato, sono state venti le famiglie esonerate dal pagamento del nido, quarantasei quelle esonerate dal pagamento della scuola d’infanzia e ottantotto gli esoneri per chi frequenta la primaria. E’ quindi 154 il numero complessivo di famiglie aiutate attraverso esenzioni per il nido (retta e quota pasto), per la scuola dell’infanzia (retta, quota pasto e quota per il trasporto scolastico), per la primaria (quota pasto e quota per il trasporto scolastico). Per fare degli esempi concreti, una famiglia che beneficia dell’esenzione perché il suo bimbo frequenti il nido, calcolando l’ISEE al minimo, riceve un contributo “indiretto” di circa 1175 euro per l’intero anno scolastico. In caso di frequenza della scuola dell’infanzia, sempre considerando un reddito minimo, le quote di esenzione corrispondono a circa 603 euro, mentre per la scuola primaria a circa 485 euro.

“Se andiamo a quantificare gli aiuti concessi con le esenzioni, facendo i conteggi sulla fascia ISEE più bassa – dice Convertito – vediamo che si tratta di un impegno di oltre 100mila euro di risorse con cui la comunità aiuta coloro che sono presi in carico dai servizi sociali, perché l’Amministrazione sopporta in ogni caso i costi dei servizi che si erogano ai piccoli cittadini, anche a quelli i cui genitori non possono pagare”. “Le esenzioni – prosegue Salvadori – si concretizzano nel bilancio comunale come una entrata non realizzata. Un modo per garantire servizi educativi anche a chi ha situazioni di disagio, purtroppo cresciuti negli anni”.

Il meccanismo delle esenzioni. “E’ importante sottolineare – concludono – che non ci sono richieste da fare o domande da presentare, basta rivolgersi ai servizi sociali. L’esenzione è prevista a seguito dell’analisi e dei percorsi attivati dai servizi sociali che potranno prevedere l’erogazione di uno o più benefici economici diretti od indiretti in relazione al grado di criticità valutato. L’elenco degli esoneri viene poi trasmesso dai servizi sociali all’ufficio istruzione ad inizio di ciascun anno scolastico, elenco purtroppo in costante e drammatica crescita negli ultimi anni”.

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