Mele: “Crisi dello sport senese, pronto a dare una mano”
15 Giu, 2017
mele

Pietro Mele stamani ha ricostruito ai nostri microfoni la vicenda di cui tanto si è parlato in questo periodo: il suo probabile ingresso, insieme all’imprenditore aretino Massimo Macchi, nel consiglio di amministrazione della Mens Sana Basket 1871.

“Facciamo alcune precisazioni – esordisce Mele -: alcuni mesi fa, quando si parlava esclusivamente di Robur, alcuni dirigenti della Mens Sana Basket mi avvicinarono chiedendomi, con opportuna educazione e tatto, se era possibile avere dei contatti con gli imprenditori interessati al calcio di Siena, per vedere se era possibile avere qualche aiuto di natura finanziaria finalizzata allo sponsor. Questa cosa, come ormai è ben noto, è avvenuta. Si chiuse così questa fase di aiuto, che per la Mens Sana era importante, e per me e gli altri partner era significativa, se non altro per dare un segno di esistenza. Successivamente sempre i dirigenti della Mens Sana Basket hanno cominciato a lanciare l’idea di avere una piccola partecipazione, quindi nessun ingresso a gamba tesa in stile salvataggio, ma semplicemente avere una piccola partecipazione dove le quote sono stabilite indirettamente proprio perché c’é uno spirito collaborativo. Si tratta di partecipare anche con un minimo di lavoro, cioè trasmettere un po’ di esperienza aziendale e quant’altro”. E aggiunge: “Questa operazione non è ancora definita. Non so se né quando verrà definita, però diciamo che ci sono dei buoni presupposti”.

Non ci siamo soffermati solo su questa vicinanza sempre più stretta con la Mens Sana, ma abbiamo anche discusso di crisi dello sport, a Siena ma non solo, poiché la crisi è generale sia in Italia che in Europa. “Lo sport è fortemente in crisi, anche perché non attrae più investimenti. Il problema è che nessuno può deliberare all’interno del proprio consiglio di amministrazione di una azienda o multinazionale  l’acquisizione di una società passiva. Bisogna rivedere programmi, organigrammi, pretese e obbiettivi in funzione della possibilità di contenimento dei costi e della veicolazione di ricavi esterni, soprattutto, altrimenti si entra in delle crisi profonde”

Non poteva poi mancare un riferimento alla situazione locale, e infatti c’è stata occasione di scambiare due battute sulla Robur Siena:

“Il calcio a Siena è stato rifondato ma ha delle grossissime difficoltà, non dico a creare degli equilibrio di bilancio, ma addirittura a creare dei disavanzi affrontabili perché in Robur siamo alla vigilia di un’assemblea di aumento di capitale e mi sembra di capire che ci sono delle cifre spaventose dal punto di vista delle passività, superiori a quelle della passata gestione e non so per quanto tempo la maggioranza potrà continuare a risanare. Tra l’altro mi risulta che in questo momento i conti della Robur sono “pignorati” da alcuni creditori”.

Infine alcune parole positive, di speranza, di superamento di questa crisi dello sport: “L’obiettivo futuro è la ripartizione di oneri e sacrifici, la possibilità di avere rapporti con le amministrazioni, bisogna produrre tutti degli sforzi collettivi. Se queste aziende che producono sport diventano strutturate con asset aziendali che potrebbero portare ad attività parallele a quella sportiva, si possono creare degli equilibri. Il futuro per me è questo”.