Per l’Intervista della Settimana di domenica 19 aprile, alle 12:10, al microfono di Antenna Radio Esse Massimo Arcangeli, linguista, giornalista, scrittore di saggi e conduttore, ma nel caso di oggi, soprattutto nel ruolo di direttore artistico del Festival dell’Italiano e delle lingue d’Italia. Il festival nasce a Siena, proprio da una sua idea, nel 2017 ed è il primo grande Festival della penisola sulla lingua italiana. Siena e Firenze sono le città toscane scelte come punto di partenza e di arrivo di un percorso culturale sulla storia dell’italiano che ogni anno tocca altri luoghi centrali per la nascita e lo sviluppo della nostra lingua.
Il progetto è pensato come un itinerario sull’italiano fra passato, presente e futuro, senza trascurare il contributo portato alla storia linguistica, sociale, culturale del nostro paese dalle tante altre “lingue” presenti sul territorio (dialetti, lingue minoritarie, linguaggi giovanili, lingue di contatto, gerghi tecnologici, ecc.), dalle maggiori lingue di cultura (con riferimento alla traduzione letteraria, alle parole “in viaggio”, alle nuove forme di “capitalismo linguistico”, ecc.), dalla comunicazione non verbale (la lingua dei segni, il linguaggio del corpo).
La lingua secondo Arcangeli presenta “la complessità pulviscolare di un caos ordinato, di un andirivieni senza sosta, di un incessante movimento di sistemi (e di sistemi di sistemi) che finisce per spazzar via, nel suo abbraccio alla lunga durata della storia sociale e culturale, sia gli angusti percorsi lineari sia gli anarchici usi incondizionati”.
Con il Festival torna anche l’iniziativa “La parola giovanile dell’anno”, rivolta in particolare alle scuole fra secondarie di primo e di secondo grado ma a cui si sono aggiunti enti, aziende e istituzioni, oltre a personalità del mondo dell’imprenditoria, dell’università, della cultura, ecc., in qualità di testimonial, singoli o collettivi. Nella sua prima edizione la “parola giovane dell’anno” ha visto la partecipazione, fra gli altri, delle Università degli Studi di Firenze e di Siena, dell’Università per Stranieri di Siena, del Polo Universitario Grossetano, della Festa di Scienza e Filosofia di Foligno, dell’Accademia della Crusca, della Società Dante Alighieri, e dei suoi comitati locali di Grosseto e di Siena, dell’associazione Step–Net di Viviana Castelli, delle case editrici Zanichelli e Mondadori Edu e di alcuni primi cittadini. L’Accademia della Crusca ha puntato su chill e il suo presidente, Paolo D’Achille, su aura, la Società Dante Alighieri su bro (per brother) e fra (per fratello). Sara Funaro, sindaca di Firenze, Nicoletta Fabi, sindaca di Siena, e Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto, hanno scelto rispettivamente boomer, chill e ghostare. Mondadori Edu, traendole dal dizionario d’italiano Devoto-Oli, ha selezionato, oltre a bro e a ghostare, i vocaboli bestie, cringe, dissing, crush e triggerare. Un’intervista da non perdere e un Festival da seguire con attenzione dal 21 al 24 aprile a Siena. Il programma, in continuo aggiornamento, nel sito del Festival









