Panchina Siena, Mignani: “Nessuno mi ha chiamato, ma sarebbe un onore”
19 Giu, 2015
Mignani

Nessun contatto tra la Robur e Michele Mignani. A confermarlo è il diretto interessato, intervenuto questa mattina ai microfoni di Antenna Radio Esse: “E’ una voce che fa piacere e che spero possa avverarsi un giorno, ma al momento non ho avuto nessun contatto con la società”. Mignani, capitano della storica promozione in Serie A nel 2003, non ha mai smesso di seguire le sorti dei bianconeri: “In questa stagione ho seguito la squadra, da tifoso, e gioito per il trionfo in campionato prima e per la vittoria dello scudetto dilettanti poi”.

Dopo l’addio al Siena nel 2006, Mignani ha giocato con Triestina e Grosseto prima di chiudere la carriera di calciatore a Poggibonsi. Poi il rientro alla Robur, come allenatore delle giovanili (Allievi Nazionali e Primavera). L’estate scorsa, a seguito della non iscrizione, ha seguito Mario Beretta al Latina. E adesso ha un accordo di massima con il Latina per rimanere nello staff tecnico del club nerazzurro. Un accordo che, nel caso arrivasse una telefonata da Siena, non avrebbe problemi a stracciare: “Credo di essermi guadagnato negli anni il rispetto dei tifosi del Siena. Se i senesi hanno piacere che io ritorni a far parte della Robur per me non è altro che un onore vista la stima che ho della città e della squadra”.

Che sia con o senza Mignani, il futuro dei bianconeri l’ex numero 4 se lo immagina piuttosto roseo: “Se guardiamo alla realtà della Lega Pro in questo momento ci accorgiamo che ci sono pochissime piazze che hanno la forza e la storia del Siena. L’importante è la competenza unita alla costruzione di un progetto serio. La storia della Robur insegna che quando non si è puntato a grandi obiettivi si è sempre ottenuto l’obiettivo più importante: mi riferisco alle promozioni dalla C1 alla B e dalla B alla A. Per il prossimo campionato dipende dai programmi della società, che potrebbe avere intenzione di consolidare la categoria e mantenere la Lega Pro. E da lì possono aprirsi scenari diversi come, ad esempio, il ritorno in palcoscenici più importanti”.

Giovanni Marrucci